Inaugurata da Dori Ghezzi la mostra dedicata a Faber
Al Mas.Edu di Sassari la rassegna promossa dall’Accademia di Belle Arti Le opere degli studenti ispirate alle canzoni del cantautore genovese
SASSARI. Cambiano forma e colore continuamente. Torve o spensierate, vanno, vengono, si divertono ad assumere mille sembianze. «Ma questo lo vedono meglio i bambini/ che giocano a corrergli dietro per tanti metri». Tra mille canzoni di Fabrizio De André, “Le nuvole” è la prima a venire in mente, una volta entrati al Mas.edu, di fronte all’ampia, eclettica mostra che l’Accademia di Belle Arti dedica in questi giorni al cantautore genovese. Con l’approvazione della Fondazione che dal 2001 è intitolata a Faber ed è presieduta da Dori Ghezzi, a Sassari per l’inaugurazione. Arrivano proprio da lei gli elogi più graditi agli studenti e ai docenti autori delle oltre cento opere dislocate lungo i quattromila metri quadrati del Mas.Edu. Uno degli spazi espositivi più ampi di tutta l'isola, chiuso per anni, a parte qualche breve parentesi come la Biennale Sardegna nel 2011, e ora, dopo infiniti lavori di ristrutturazione, affidato in comodato d’uso gratuito per vent’anni allAccademia di Belle Arti dalla Provincia.
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«Non mi aspettavo una cosa di questa portata, così ben fatta e di alto livello, piena di sfaccettature. Credo che avrà un grande successo», ha commentato Dori Ghezzi mentre visitava l’esposizione scortata dal curatore, Sisinnio Usai, amico di lunga data dei coniugi De André. E in effetti a sorprendere sono proprio i mille punti di vista evocati dal poeta musicista nei giovani artisti. Nei lavori riuniti in “FaberFABER” ci sono gli echi delle canzoni e degli album di De André, da “Marinella” a “Bocca di rosa”, da “La buona novella” a “Storia di un impiegato” e a “Crêuza de mä”, per non citarne che alcuni. C’è la fascinazione di De André per i personaggi marginali, la sua visione anarchica della vita, il suo umorismo spesso amaro e sempre intelligente, la passione e il rispetto per la natura. Proprio quest’ultima si ritrova nella scelta di alcuni dei materiali usati: la corteccia, il sughero, i rami d'olivastro, le pietre che ricordano i paesaggi rocciosi della Gallura amati da Faber, le fibre naturali degli intrecci dei cestini sardi. E poi ci sono mille tecniche: dalla pittura alla fotografia, dall’illustrazione alla videoarte, dalla scultura alle installazioni. Tutte declinate secondo inclinazioni personalissime.
Il ricordo di Faber, però, non è affidato esclusivamente alle arti visive. Durante l’inaugurazione ci sono stati due momenti di musica e di danza curati dal Coro Companzos, che ha proposto un’emozionante versione logudorese della “Canzone di Marinella”, e dalla compagnia di danza Arabesque, con una coreografia sulle note di “Anime salve”. E in calendario, per tutta la durata della mostra, ci sono altre tre appuntamenti: il 13 maggio “Un pensiero per Faber”, un concerto del gruppo Losstress; il 17 il concerto “Non al denaro, né all'amore, né all'arte” a cura del Conservatorio “Luigi Canepa”; il 6 giugno la presentazione del volume “Uomini e donne di Fabrizio De André” di Alfredo Franchini.
Una serie di incontri che dovrebbero aiutare a gettare le basi del futuro del Mas.Edu. Infatti, pur se in comodato d’uso all'Accademia, lo spazio di via Piga servirà a tutti i cittadini e a tutte le associazioni – artistiche e sociali – attive in città. Su questo si sono detti tutti d’accordo il sindaco Nicola Sanna e l’assessore alle Culture Raffaella Sau, la vicepresidente della Fondazione di Sardegna, ed ex presidente dell’Accademia, Simonetta Sanna, l’assessore regionale alla Cultura Claudia Firinu. E naturalmente anche il “padrone di casa”, il direttore dell'Accademia Antonio Bisaccia. «Il Mas.edu – ha detto – oltre ad ospitare mostre permanenti e temporanee, sarà un laboratorio didattico incentrato sul rapporto tra cinema e nuove tecnologie e un centro dedicato alle residenze per artisti. Inoltre ospiterà scuole estive e laboratori. Sarà un punto di incontro tra cittadini, istituzioni e associazioni». Peccato, però, che la cosa non sia proprio immediata. Dopo questa breve apertura nel segno di Faber, il Mas.edu chiude di nuovo ed è probabile che non riapra prima di un anno: il tempo necessario per ultimare i lavori di riqualificazione strutturale previsti nel progetto preparato dall’Accademia.
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