“Stato di Grazia”, il mondo della Deledda
A Cagliari la mostra organizzata dal Consiglio regionale Immagini, video e opere originali degli artisti sardi
CAGLIARI. Grazia Deledda raccontata attraverso la sua vita, i movimenti culturali del suo tempo, le opere di artisti contemporanei che hanno reso vividi e palpabili sentimenti e stati d’animo raccontati nei suoi romanzi. Dopo il successo dello scorso anno della mostra dedicata a Costantino Nivola, sabato (ore 11.30 nel pianterreno del palazzo di via Roma) il Consiglio regionale rende nuovamente omaggio a un simbolo dell’identità sarda con l’inaugurazione di “Stato di Grazia, artisti e opere intorno a Grazia Deledda”. L’esposizione sarà uno degli eventi clou della XX edizione di “Cagliari monumenti aperti”, la manifestazione che toglie lucchetti e segreti al patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico della città, rendendolo per due giorni fruibile a tutti.
«Quest’anno ricorrono i novant’anni dalla morte della scrittrice e gli ottanta dal ricevimento del Nobel – ha ricordato durante la presentazione dell’iniziativa il presidente Gianfranco Ganau – Credo che per il Consiglio regionale questa mostra sia dunque un motivo di orgoglio e un modo per ribadire che il suo ruolo è anche quello di creare un ponte con la cultura».
Curata da Davide Mariani, l’esposizione si articola in tre sezioni. La prima, intitolata “Grazia Deledda. La vita, tra invenzione e realtà” è un excursus della vita della scrittrice ricostruito attraverso foto d’epoca e video (contribuisce anche l’Issre con il video che immortalò la consegna del Premio Nobel), in cui viene messa in luce la raccolta, di proprietà del Consiglio regionale, dei manoscritti e carteggi tra l’autrice nuorese e il professor Luigi Falchi.
«L’ambiente artistico-culturale della Sardegna del primo Novecento» è il titolo della seconda sezione che vede esposte le opere degli artisti che la Deledda era solita frequentare, gli stessi che insieme a lei avevano anche contribuito a definire la questione meridionale: Francesco Ciusa, Giuseppe Biasi, Eugenio Tavolara, Antonio Ballero.
L’ultima sezione, intitolata “Visioni contemporanee”, ospita, infine, un viaggio nell’immaginario deleddiano con opere ispirate ai suoi scritti degli artisti Irene Balia, Roberto Fanari, Antonio Lucchi e Narcisa Monni.
«Restituire l’immaginario della Deledda non è stato facile – racconta Davide Mariani – Gli artisti, tutti eccellenze del panorama sardo, hanno dovuto dare forma alle parole dei suoi libri».
Oltre alla mostra sulla scrittrice nuorese (che resterà aperta sino al 30 giugno, tutti i giorni dalle 9 alle 20), sabato e domenica sarà anche possibile ammirare il patrimonio artistico del Consiglio regionale. A fare da ciceroni saranno gli studenti dell’istituto “Enrico Mattei”, i veri attori, sottolinea il presidente di Imago Mundi, Fabrizio Frongia, dell’intera rassegna. E per il futuro il presidente Ganau pensa all’utilizzo degli spazi di pertinenza del Consiglio regionale dell’ex Manifattura tabacchi: «In bilancio abbiamo già i fondi per la progettazione – dice – Il prossimo anno potrebbero partire i lavori».
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