Diritto ed economia per l’arte Dalla cultura lo sviluppo
Giovedì a Nuoro Decalab, incubatore e laboratorio di progetti di crescita locale Come formare le figure che si occupano del patrimonio e delle attività culturali
SASSARI. Chi se deve occupare e come dell’azione culturale che permetta lo sviluppo nel territorio e della gestione del patrimonio? Quali sono le figure e che tipo di competenze devono avere? Come coinvolgere le comunita? Giovedì a Nuoro, alle 17 nella sede dell’università in via Salaris 17, una delle tappe del progetto Deca. Master universitario di primo livello indirizzato alla preparazione delle figure professionali che si occupano della gestione del patrimonio e delle attività culturali. Deca è un progetto ideato e curato da Domenico D’Orsogna, professore di Giurisprudenza a Sassari.
Nelle parole di D’Orsogna, il progetto nasce dalla constatazione che il settore della cultura, confrontato con una spesa pubblica in costante decremento, regole obsolete, prevalenza dello status quo, forti ostacoli all’innovazione, scarsa valorizzazione della produzione culturale contemporanea, diffidenza nei confronti dei fermenti creativi, debba affrontare questi problemi mettendo in circolo competenze, creatività e risorse che, spesso già esistenti, meritano solo essere attivate in modo efficace.
«L’esigenza che si rileva è quella di aprire uno scenario in grado di sviluppare attività culturali non convenzionali che producano effetti moltiplicatori su più fronti – scrive D’Orsogna–. Si rileva altresì la necessità di trasformare le amministrazioni locali in protagoniste di azioni volte a creare valore aggiunto per il sistema culturale e artistico del territorio di riferimento».
Il progetto è articolato nell’Osservatorio dei fenomeni culturali – centro di ricerca in convenzione con la facoltà di Giurisprudenza di Sassari – aperto alle altre scienze sociali ed umanistiche –, e nel Decalab, incubatore di progetti di sviluppo locale attraverso l’ innovazione sociale su base culturale. Laboratorio a cura di docenti e ricercatori italiani e stranieri, che si struttura come un ciclo di conferenze e seminari che permetteranno di acquisire gli strumenti metodologici fondamentali per l'approccio giuridico ed economico al settore culturale: elementi di conoscenza di base, di gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio, e di organizzazione e gestione di servizi, attività ed eventi culturali.
L’appuntamento di giovedì a Nuoro è proprio una delle tappe del Decalab e vedrà protagonista Guido Ferilli con il tema: “Lo sviluppo economico su base culturale” e di nuovo il 9 giugno, sempre a Nuoro, con “Le industrie culturali e creative in Europa”.
Guido Ferilli, svolge attività di ricerca in Italia e all’estero (Ecuador, Svezia, Giappone dove ha lavorato sull’evoluzione della produzione culturale e creativa dopo il terremoto dell’2011). Consulente per la progettazione comunitaria nel settore culturale, è una delle voci italiane più prolifiche sul tema dello sviluppo locale su base culturale, insieme a Pier Luigi Sacco. Il suo approccio è illustrato nel suo “Sviluppo locale a base culturale: Quando funziona e perché? Alla ricerca di un framework di riferimento” Un’idea di sviluppo che vede la cultura come un motore sociale creativo e propositivo. Idea lontana anche dal luogo comune della “risorsa petrolifera”, sotterranea e ferma da cui attingere. «Se si vuole dare nuovo slancio e nuova attualità a questo modello bisogna allora liberarsi di tutte le consolatorie ma totalmente fuorvianti metafore “petrolifere” che ancora affliggono il ragionamento sul potenziale di sviluppo del nostro patrimonio culturale, inducendo a pensare in modo del tutto inappropriato che la valorizzazione economica della cultura sia una scommessa sicura che richiede soltanto di sapere, appunto, estrarre con perizia una rendita bell’e pronta – scrive sempre Ferilli in “Nuove Alleanze” –. É vero esattamente il contrario: per creare sviluppo attraverso la cultura, bisogna entrare appieno in una logica di investimento, rischio, sperimentazione, sapendo che la cultura ha un senso, anche economico, soltanto quando è viva, capace di esplorare nuovi territori, indurre il cambiamento, liberare nuove energie».
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