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Cento proiettori di Roman Signer E i tessuti sardi di Ettore Favini

Cento proiettori di Roman Signer E i tessuti sardi di Ettore Favini

NUORO. In cartellone al Man in queste settimane alcune esposizioni di notevole interesse. Per la prima volta riunito il corpus completo dei disegni di Salvatore Fancello. Cinquanta opere,...

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NUORO. In cartellone al Man in queste settimane alcune esposizioni di notevole interesse. Per la prima volta riunito il corpus completo dei disegni di Salvatore Fancello. Cinquanta opere, rappresentative dei diversi filoni della sua ricerca grafica.

La prima personale in un museo italiano di Roman Signer. In mostra la creatività ironica e caustica di questo artista svizzero che cominciò come disegnatore per architetti importanti, tra cui Jaques Couelle che fu uno degli inventori dello “stile Costa Smeralda”. Al Man un labirinto da cui spunta solo la testa di chi lo percorre. Un centinaio di proiettori trasmettono l’archivio completo di azioni legate al crollo di oggetti, esplosioni di congegni rudimentali, avvenimenti effimeri che raccontano le dinamiche di Singner nei confronti del tempo e della scultura: «un processo creativo e apice di ciò che giunge dopo l’attesa dell’azione».

“Arrivederci” di Ettore Favini: un progetto espositivo articolato in due fasi – al Man e al Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova –. Favini ha sviluppato un itinerario di esplorazione in Sardegna, immergendosi nelle narrazioni dei tessitori isolani. L’artista ha visitato numerosi laboratori tessili, ricevendo oltre cento tessuti, da cui ha creato la texture dei vissuti incontrati durante la sua ricerca concentrandoli in una grande vela.

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