Nuoro Jazz, rete di festival e seminari Incontri e concerti al via da agosto
NUORO. Ventotto anni, già sessantasette iscritti (cinquantacinque dalla Penisola, ma anche da Norvegia, Turchia, Egitto e Francia) a due mesi dall’inizio (il 23 agosto prossimo), per un seminario/fest...
NUORO. Ventotto anni, già sessantasette iscritti (cinquantacinque dalla Penisola, ma anche da Norvegia, Turchia, Egitto e Francia) a due mesi dall’inizio (il 23 agosto prossimo), per un seminario/festival sempre più integrato in un sistema di rete internazionale (quest’anno si aggiunge il gemellaggio con Aix-en-Provence), che concentra una ventina di eventi in appena undici giorni (2 settembre). Anche senza avere certezza di fondi e risorse (come ha denunciato il presidente dell’Ente musicale di Nuoro, Angelo Palmas, nella conferenza stampa di presentazione di ieri mattina, nella sala di rappresentanza del Comune), Nuoro Jazz sfodera numeri impressionanti.
E quest’anno promette di svettare ben oltre, se possibile, la sua meritata fama. Bastano alcuni nomi, al direttore artistico Roberto Cipelli (da tre anni al timone della creatura di Paolo Fresu), per qualificare l’unicità di questa edizione. Intanto Max De Aloe, considerato uno dei più grandi armonicisti jazz in Europa, che inaugura il primo corso di armonica cromatica (il primo in un seminario jazz in Italia), e si esibirà il 24 agosto al Museo del costume con l’arpista Marcella Carboni. Poi il sassofonista statunitense Joe Lovano che, dal 26 al 30 agosto, terrà una masterclass internazionale imperdibile, e proprio il 30, al Museo del Costume accompagnerà la voce di Judi Silvano. L’altro grande nome è legato al filone etnico, e avrà come protagonista Franca Masu, che il 31 agosto porterà la voce “catalanità” di Alghero. Infine un nome che rappresenta una conferma della scorsa estate: Marti Jane Robertson, ingegnere del suono, americana di nascita ma ormai trapiantata in Italia, che replicherà il suo corso per fonici, “Il fonico nel jazz”, e quello dedicato ai musicisti, dal titolo “Parlare con il fonico”. Altra chicca, perfettamente inserita nei rapporti internazionali intessuti negli anni dal seminario nuorese (Siena Jazz, ma anche il Premio Internazionale Massimo Urbani di Camerino) è l’evento del 25 agosto, che sarà ospitato al Museo del costume e vedrà l’esibizione della Cairo Jazz Station. Un progetto Medinea – in collaborazione con il Festival francese di Aix-en-Provence, la London Symphony Orchestra e il Centro Malam de Il Cairo – che vede protagonisti Loris Lari al contrabbasso, Ismail Altunbas alle percussioni, Abdallah Abozekry (saz) e João Barradas alla fisarmonica. Attenzione anche ai musicisti emergenti locali, come Mariano Tedde (il 27 agosto a Orosei) e Mauro Usai (il 28 a Posada). Doveroso l’omaggio ad Antonietta Chironi, ricordata dal sindaco Andrea Soddu in questo ventennale della scomparsa per l’intuizione di un seminario-festival che consente a Nuoro di sognare e volare alto.
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