De André, l’emozione di raccontare la bellezza
Chiude domani al Mas.Edu la mostra “faber FABER” dedicata al cantautore scomparso 16 anni fa
SASSARI. Sisinnio Usai ha la voce roca e stanca, ma pacata e soddisfatta. Domani, dopo oltre un mese dall'inaugurazione, calerà il sipario sulla mostra “faber FABER” dedicata al cantautore Fabrizio De André, organizzata Al Mas.Edu dall'Accademia delle Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari e curata proprio da Sisinnio Usai, artista e docente della stessa Accademia.
Uomini che cercano la bellezza ovunque, che amano rappresentarla in immagini, parole, suggestioni e musica. E proprio De Andrè, scomparso sedici anni fa, considerava la bellezza come qualcosa capace di aiutare l'uomo a vivere, con l'artista capace di trasmettere l'idea di bellezza ai suoi simili. Celebrare Fabrizio De Andrè, celebrarne l'idea, la poesia e la bellezza, ma farlo in modo diverso, originale, bello: «Tutta l'Italia continua ancora a ricordare e raccontare Fabrizio, anno dopo anno, con concerti e immagini – racconta Usai – . Io però volevo raccontare non solo la poetica di De André, ma anche l'uomo che mi ha onorato della sua vera amicizia nelle ultime stagioni della sua vita. Volevo dedicargli una mostra che rendesse omaggio alla sua essenza, alla sua gioia». È un vero percorso multimediale “faber FABER”, coordinato dai docenti Pinella Marras e Federico Soro, ragionato nei due anni e mezzo precedenti l'inaugurazione, affidato a 82 studenti selezionati in maniera rigorosa fra i 460 dell'Accademia. Bando alla banalità, viva l'originalità: «Non c'è Bocca di Rosa, non c'è Marinella, non c'è la sua chitarra. In tanti, osservando la mostra mi chiedevano dove fosse Fabrizio. La risposta è semplice: in tutte le opere proposte attraverso le arti visive: pittura, scultura, video, fotografia, commistioni - spiega Usai, curatore unico del progetto -. Molti sono rimasti sconcertati da questo approccio ma, allo stesso tempo, hanno manifestato curiosità e interesse per un racconto inedito dell'artista genovese. Sono direttore del dipartimento Arti Visive - prosegue - nel 2017 andrò in pensione, ci tenevo a utilizzare lo spazio del Mas.Edu, ci tenevo che ospitasse una grande mostra e ci tenevo che quella mostra avesse un'anima».
Una mostra che ha colpito al cuore anche Dori Ghezzi, compagna di vita di De André, presidente della fondazione intitolata a Fabrizio. «Dori ha creduto nell'idea e l'ha sposata appieno - chiude Sisinnio Usai -. Mentre la compagnia di danza Arabesque, danzava sulla musica di Anime Salve, si è emozionata sino alle lacrime. L'ho abbracciata. È la bellezza del ricordare Fabrizio raccontandolo».
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