Il mondo di Sofia Viscardi «Racconto i ragazzi di oggi»
La youtuber milanese ieri ad Alghero con il suo libro d’esordio “Succede” Fenomeno del web è seguita da più di un milione di giovani sui social network
ALGHERO. «Ero stata soltanto un’altra volta in Sardegna. A Carloforte, con la mia famiglia, nel 2008. Ma ero piccola, avevo dieci anni». Oggi Sofia Viscardi è cresciuta, da poco è maggiorenne, ed è tornata nell’isola, ad Alghero, in compagnia del suo libro d’esordio: “Succede” (Mondadori, 286 pagine, 16.90 euro). Un caso letterario, merito anche della popolarità sul web della giovane scrittrice milanese: un canale Youtube seguito da oltre 600mila persone, 550mila followers tra Facebook e Twitter, più di un milione su Instagram. Ieri pomeriggio l’incontro con i fan in piazza Lo Quarter, grazie all’iniziativa della libreria Il Labirinto in collaborazione con l’associazione Alghenegra, il comune di Alghero la Fondazione Meta.
Sofia, ma il libro nasce da una tua idea o ti è arrivata la proposta per il successo sul web?
«È una mia idea, mi è sempre piaciuto scrivere. Sin da piccola. Mi erano arrivate delle proposte prima che ho rifiutato perché non avevo niente di particolare da raccontare. Un giorno mi è venuta in mente una storia che mi sarebbe piaciuto sviluppare, a proposito di adolescenza, amore e le problematiche che ne derivano. Allora ho iniziato a scrivere, di getto, e poi con la base del romanzo sono andata io a cercare qualcuno che avesse voglia di credere nel progetto e ho cominciato a scrivere seriamente. E in un anno ce l’ho fatta».
Quali sono state le maggiori difficoltà durante la stesura del romanzo, affrontare una storia lunga?
«Per quanto riguarda la trama ho avuto dall’inizio le idee abbastanza chiare. Volevo raccontare una storia d’amore che è inventata, ma che ha un legame con la realtà. L’ispirazione arriva dalla vita. La difficoltà principale è stata rendersi conto che non era più un gioco, ma qualcosa che per la prima volta mi costringeva a fare i conti con delle scadenze. E quindi non è stato facile all’inizio far entrare questa cosa nella mia routine. Poi ho iniziato a dedicare giornalmente un tot di tempo al libro. Di notte, anche se non scrivevo niente, stavo lì davanti al computer a pensare cosa volevo raccontare. E piano piano ho preso un mio ritmo».
Oltre ispirarti all’osservazione della realtà che ti circonda, hai pensato ad altri libri quando scrivevi?
«Mi piace tantissimo leggere, ma non mi sono mai ispirata a qualcuno in particolare cercando di imitare altri, di prendere spunto dal modo di scrivere o dalle storie di qualche autore. Ho preferito fare di testa mia, anche mia mamma non ha letto niente mentre scrivevo. Lo ha preso in mano soltanto una volta stampato. Questo perché non volevo avere influenze esterne troppo forti».
Ma il tuo scrittore preferito chi è?
«Ci sono diversi autori che adoro. Uno di questi è John Green. A parte il fatto che ha un percorso abbastanza simile al mio, nasce dal web, ha scritto dei capolavori, alcuni diventati anche dei film. Le sue trame sono sempre intriganti e ha un modo di scrivere che mi piace un sacco. Uno stile molto semplice, che conquista sia i giovani sia gli adulti. Infatti lo legge mia sorella che ha dieci anni, ma anche mia mamma».
Dalla letteratura alla musica. Nel tuo romanzo è molto presente.
«Sì. E sicuramente la musica ha giocato un ruolo chiave nella scrittura. Ascoltavo sempre qualcosa mentre scrivevo e alcuni dei brani li ho voluti citare nel libro».
Musica che ascolta anche la protagonista della storia, Margherita: una ragazza timida, goffa, insicura che sembra molto diversa da te. In qualcosa vi somigliate?
«Sì, pure io avevo dei blocchi prima di iniziare la mia attività su Youtube. E questa esperienza, l’entrare in contatto con questa realtà, con tante persone, mi ha aiutato a combattere la mia timidezza. Ho imparato a parlare molto meglio. Anche a scuola, per esempio, nelle interrogazioni orali questa cosa la vedo tantissimo. Prima ero più bloccata e invece adesso anche quando ho studiato poco me la cavo e riesco a prendere dei bei voti perché ho imparato ad argomentare meglio. Quindi anche se siamo molto diverse, qualcosina in comune c’è. E poi anche io come lei ho dei punti di riferimento senza i quali faticherei ad andare avanti».
Però tu sei circondata da tantissimi fan, che adesso incontri anche di persona. Cosa ti sta dando questo contatto diretto con le persone?
«È incredibile. Sono stata sempre consapevole che non erano solo numeri, che dietro c’è una persona vera. Però nel momento in cui le incontri e ti dicono si sono emozionate leggendo il tuo libro, provi una sensazione bellissima».
Complimenti che ricevi ovviamente anche sui social. Ma quale, tra i social, è il tuo preferito?
«Snapchat e Twitter, che sono molto diretti. Però con Youtube riesco a esprimere meglio quello che ho da dire».
Ma quando hai cominciato a capire che i tuoi video erano importanti per un tipo di pubblico?
«È sempre stato molto graduale. Forse dopo circa un anno che avevo iniziato questa avventura, quando ci siamo dati appuntamenti in piazza Duomo a Milano con i followers e sono venuti in tantissimi».
Dal web alla libreria e presto in televisione. Cosa farai sul piccolo schermo?
«Farò parte di un programma che si chiama “Quante storie”, diretto da Corrado Augias. Volevano uno sguardo sull’adolescenza, per raccontare il mondo dei giovani agli adulti. Avrò una rubrica settimanale in cui parlerò di libri, film, musica, di quello che succede, ma dal punto di vista degli adolescenti».
Poi ti mancherà soltanto il cinema. Qualche youtuber è diventato attore. Ci hai mai pensato?
«Al momento non ci penso, e se mi arrivasse una proposta domani direi no. Non mi sentirei pronta. Per il futuro vedremo, mai dire mai».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
