“Forte, fortissimo”, attenti arriva il ciclone Fiorello
Intervista con lo showman, che domani inaugura l’Arena del Forte Village «Resort speciale, come i sardi: mi ricordo una sera in un ristorante di Sassari...»
PULA. «Ciao, sono Fiorello il collaudatore della nuova location sarda che ospiterà Anastacia, Renzo Arbore e Andrea Bocelli. Posso esservi utile?». Una centrale nucleare senza il pulsante dell’autodistruzione. Da Renzi («Vedrete che sarà nel turismo e tra 40 anni dirigerà il Forte Village!») a Costanzo («A Roma trovai un sosia e senza che neanche Maurizio e la De Filippi lo sapessero, a Buona Domenica gli feci fare di tutto») fino al resort: «Inauguriamo l’Arena: sarà come mettere il primo piede sulla luna. Proveremo microfoni, cavi, suoni. Anche il pubblico: dopo ridiamo i soldi del biglietto». Rosario Fiorello, 56 anni, berrettino e tshirt grigia, bermuda e buonumore perpetuo: «Sono fatto così. Senza sorriso non superi quindici anni da animatore. Ma ho i problemi di tutti e quando sono storto divento terribile».
Lo showman è al Forte Village per inaugurare l'Arena. Domani, sold out da un pezzo, la struttura debutta con ambizioni forti: «Coinvolgere il territorio con le star dello spettacolo. L’Arena è costata circa due milioni di euro, ospita cinquemila persone e – dice il d.g. Lorenzo Giannuzzi – ha un parcheggio per mille posti auto. Con l’ente Lirico di Cagliari per il 2017 stiamo scegliendo una grande opera».
Fiorello si mette comodo. E racconta: «Quand’ero nei villaggi Valtur, i clienti dicevano: bello, ma il Forte è un’altra cosa. Mi chiamarono per una convention, d’inverno, notte fonda, pioveva: terribile. Poi, mia moglie venne da Stella Pende. C’ero anch’io. Da dieci anni non mi stacco: è come visitare i parenti. Ora sono la cavia: chi arriva trova apparecchiato. Mi chiameranno Arbore o Bocelli: dirò ai tecnici di aumentare i toni alti».
Lo spettacolo. Quanta Sardegna c'è?
«Intanto, nasce da tre autori e ho rafforzato i fiati. Ma fate attenzione: i sardi sono diversi. A Sassari sono più accomodanti, a Cagliari più aperti. Per dire, mentre mangiavo il pesce in un ristorante di Sassari, un tizio mi ha messo di fronte l’Ipad, è partito un video, in primo piano c’era un sub e un pesce infilzato dalla fiocina. Mi dice: è il pesce che stai mangiando».
Fiorello, come nasce “Forte, fortissimo” per l’Arena?
«Inaugurarla è un onore. Vengo da un 2016 massacrante: 150 tappe dell'Ora del Rosario, a Zurigo, Londra, Parigi e Bruxelles in un periodo in cui senti che la gente ha paura. Ma il rapporto col Forte è speciale. Sto tranquillo ovunque, conosco tutti, dall'antennista al giardiniere. Ho visto bambini diventare adulti. Vi divertirete».
Nervoso?
«Sì, ma lo sono anche se fa la comunione mia figlia. Per me non c’è differenza tra andare in prima serata a Rai1 o qui all'Arena. Due ore prima mi suderanno le ginocchia. Ma sappiate che qualsiasi cosa accada, vado avanti».
Quanta e quale musica ci sarà?
«Canzoni poche, temi musicali tanti. Ma non anticipate le battute: se uno canta, scrivete quel che vi pare. Se fai il comico, non puoi leggerle sul giornale prima dello show. Vi dico che sto studiando la demi-volée, il Forte ha il miglior clima del Mediterraneo e cinquemila piante».
Cos’ha rubato al resort per l'Edicola?
«Intanto, la bravura nel cercare nuovi mercati. Quando in Italia arrivavano i primi arabi Giannuzzi aveva i suoi in Russia: farò qualcosa anche per loro così mi chiamano a Mosca e mi pagano dandomi la Crimea! Battute a parte, con Stefano Melocaro abbiamo studiato varie cose facendo colazione a Villa del Parco. A proposito, lo chef è Antonello Arrus: qui vengono Cracco e Ramsey, Iannone e Scarello, ma lui è sardo ed è spaziale».
Rosario, cosa porterà l’autunno?
«Il 10 ottobre partiamo con 50 puntate di EdicolaFiore su Sky. Trasportare dal web alla tv non è facile. Noi siamo quelli del buonumore: le news tragiche le lasciamo ai tg».
Qual è l’sms per Pippo Baudo che torna a Domenica In?
«Sono contento, so quanto ci tenesse a farlo. Va bene largo ai giovani, ma se fai ancora bene non devono rottamarti. Qualche anno fa dicevo che avrei smesso a 50 anni. Ne ho 56. Vorrei scegliere il giorno in cui dire basta. Ma non è facile. Se Giannuzzi è d’accordo, a 60 anni farò il cabaretino per gli amici in un hotel del Forte».
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