La Nuova Sardegna

La magia dei Giochi del miracolo italiano

di Fabio Canessa
La magia dei Giochi del miracolo italiano

Lo sport al centro dell’ultimo incontro di “Sulla terra leggeri”

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ALGHERO. Storie di campioni e di giocatori meno fortunati, di leggende e di atleti dimenticati. Il connubio tra letteratura e sport è stato quest’anno uno degli elementi distintivi del variegato programma del festival “Sulla terra leggeri”, la cui nona edizione si è chiusa ieri sera ad Alghero con il reading “Scrittori dal palco”.

Tema dell’ultimo incontro, domenica notte a Lo Quarter: raccontare lo sport. Quasi a chiudere un cerchio con i primi appuntamenti della manifestazione, a Neoneli e Uta due settimane fa, che avevano visto tra i protagonisti José Altafini e Angelo Benedicto Sormani. Da due miti del calcio ai ragazzi della pagina Facebook “Calciatori brutti” seguiti da quasi un milione mezzo di persone. Sul palco di Alghero c’erano domenica anche i fondatori di questo fenomeno del web, al fianco dei giornalisti Francesco Pinto e Matteo Cruccu autori rispettivamente del libro “I giorni dell’oro”, che si concentra sulle Olimpiadi di Roma del 1960, e dell’antologia “Ex. Storie di uomini dopo il calcio”, che racconta le storie di dieci calciatori e quello che sono diventati una volta appese le scarpe al chiodo.

Tre modi diversi per raccontare lo sport. Pinto riporta il lettore a quella che è considerata una delle più belle edizioni dei Giochi olimpici. Un simbolo anche del miracolo economico italiano. «Ad accendere il braciere - ricorda l’autore del libro - fu Adolfo Consolini. Nel 1948 a Londra aveva vinto la medaglia d’oro nel lancio del disco. Alla cerimonia della premiazione Consolini cantò, sotto la pioggia “O sole mio” perché ci fu un problema con il disco dell’inno nazionale italiano, che gli organizzatori non trovarono e forse non avevano. Era un’Italia distrutta che usciva malamente dalla guerra. Ma solo dodici anni dopo riusciva a mettere in piedi un’edizione memorabile delle Olimpiadi, dove arrivò addirittura terza nel medagliere con alcune imprese straordinarie. A cominciare da quella di Livio Berruti sui duecento metri».

Una storia bellissima quella del velocista che correva con gli occhiali. Più triste un’altra raccontata da Pinto, quella del ciclista Livio Trapè: «Era il grande favorito della prova in linea, ma fu sconfitto per pochi centimetri dal sovietico Viktor Kapitonov. In pratica la sua storia finì in quel momento. Ed era considerato l’erede di Coppi». Un riscatto mancato. Ne racconta uno fantastico, nel calcio, Matteo Cruccu nel suo libro “Ex”. Protagonista Moreno Torricelli: «Una storia incredibile, dalla serie D alla Juventus voluto da Trapattoni. Fino a titoli di campione d’Italia, d’Europa e del mondo per club con i bianconeri allenati da Lippi».

Torricelli, arrivato alla serie A con un salto quadruplo dal calcio di provincia che è il principale interesse dei ragazzi di “Calciatori brutti”. «Anche noi giocavamo a quei livelli - raccontano i fondatori - Abbiamo subito un infortunio abbastanza grave e in quel momento abbiamo cominciato a sentire la mancanza dello spogliatoio.Da qui l’idea di una pagina Facebook che potesse essere in qualche modo uno spogliatoio virtuale. Certo non potevamo pensare che da un ristretto gruppo di amici diventassimo più di un milione». Anche questa una storia da raccontare.

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