Nel Montiferru il teatro si recita per strada dai balconi
A Santu Lussurgiu il festival “Percorsi teatrali” coinvolge tutto il paese In scena anche uno spettacolo che racconta gli antichi mestieri dell’acqua
SANTU LUSSURGIU. Continua il festival “Percorsi teatrali” – a cura del Teatro del Segno – in programma nel Montiferru fino al 6 agosto. Oggi appuntamento, aalle 20, con “Santu Lussurgiu tra le righe”, una raccolta di storie e testimonianze sugli antichi mestieri dell’acqua per un recital tra i contrafforti della Chiesa di via Frati Minori, cui seguirà, alle 22.30, un itinerario attraverso il centro storico del paese con le pièces di “Teatro da balcone”.
“Santu Lussurgiu tra le righe” è un viaggio tra gli antichi mestieri dell'acqua – attraverso le voci dei protagonisti e le memorie del paese: un nuovo capitolo dell'itinerario alla riscoperta della storia di Santulussurgiu, tra documenti e testimonianze della cultura materiale. Passato e presente s'incontrano fra i ricordi personali e i testi d'archivio, per ricostruire il volto del paese nel vulcano, i ritmi e i riti della vita quotidiana, le arti e professioni. Iin “Santu Lussurgiu tra le righe” si respirano le atmosfere di un'epoca in parte perduta e dimenticata, ma ancora viva e presente nella memoria degli anziani. Un patrimonio di antichi saperi e tecniche da riscoprire e custodire attraverso pensieri e parole, affidati alle voci degli artisti del Teatro del Segno.
«Essere ospitati – scrive Stefano Ledda del Teatro del Segno per spiegare il progetto “Teatro da balcone” – in un paese molto bello dentro un vulcano spento, dal centro storico in pietra perfettamente preservato, salutare per strada le persone che lo abitano e che sanno che il motivo per il quale sei la è il teatro, ti fa pensare che un solo palcoscenico è poco, che forse due lo sarebbero altrettanto. Allora diventa immediato, data la mia convinzione che il teatro per "accadere" ha bisogno in fondo di soli tre elementi: gli attori, gli spettatori e uno spazio circoscritto quale convenzione condivisa tra gli uni e gli altri, immaginare “Teatro da balcone” . Non tutti potranno o vorranno venire davanti al palcoscenico di piazza mercato a vedere il teatro che per quindici giorni, quasi tutte le sere, lo abiterà».
«I motivi – prosegue Ledda – sono tanti, la stanchezza, l'età, la riservatezza, la convinzione, qualche volta fondata, che il teatro sia noioso o semplicemente incomprensibile. E allora perché non mettere insieme le piazzette del centro storico, gli slarghi sui quali si affaccia un balcone, e la voglia di incontrare quanti più spettatori possibile. E così ecco che nasce “Teatro da balcone”: per portare dei piccoli frammenti di teatro, sia esso tratto dalla drammaturgia classica o da drammaturgie originali contemporanee, fin dentro il paese».
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