La Nuova Sardegna

Dal nuovo film di Coda a star del web negli Usa

di Fabio Canessa
Dal nuovo film di Coda a star del web negli Usa

La storia di Royce Mann che ha lavorato con il regista sardo

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Sta ancora cercando di recupeare i postumi del jet lag, dopo un doppio viaggio ravvicinato prima in Australia e poi negli Stati Uniti. E la passione per le Olimpiadi («adoro seguire le diverse gare», dice) certo non aiuta a recuperare un ritmo normale con le dirette a notte fonda di molte finali. Poco male. È un momento felice e la stanchezza si sente decisamente meno.

Giovanni Coda sta girando mezzo mondo con il suo nuovo film, “Bullied to Death”, ed è appena tornato da un importante festival americano: quello di Macon, cittadina poco lontano da Atlanta. Nessun premio questa volta (pochi giorni prima a Melbourne erano arrivati invece due riconoscimenti), ma sempre una bella accoglienza per il suo lavoro contro il bullismo e l’omofobia. Il viaggio in America ha inoltre permesso al regista cagliaritano di riabbracciare chi molto lo ha aiutato a realizzare il suo secondo lungometraggio (una coproduzione Italia-Stati Uniti): Sheri Mann Stewart, voce narrante, e il figlio Tendal, tra i protagonisti. Senza dimenticare, l’altro figlio, il più piccolo Royce, che ha fatto da assistente personale a Coda durante le riprese in Sardegna e che è diventata una piccola star di recente grazie a un video pubblicato su Youtube diventato virale. Da qui anche una serie di apparizioni, di interviste per alcune delle più note emittenti americane (dalla Cnn alla Cbs). Una bella storia perché quello che ha fatto Royce Mann, 14 anni, merita di essere raccontato. A scuola, durante un slam poetry contest, si è esibito con una poesia dal grande valore simbolico. “White Boy Privilege”, questo il titolo, è un coraggioso e forte invito a cambiare le cose da parte di un giovanissimo ragazzo bianco che si accorge di vivere in un mondo in cui lui è privilegiato soltanto per avere i “cromosomi giusti”. Filmato mentre recita, quasi rappa i suoi versi, il video è stato messo in Rete e in breve tempo ha colpito il popolo del web finendo per essere visto da milioni di persone. «È incredibile - racconta Giovanni Coda - quando ero lì, nei giorni scorsi, siamo andati qualche volta insieme con la famiglia al ristorante e tutti lo riconoscevano, alcuni chiedevano pure l’autografo».

Il regista cagliaritano ha conosciuto Royce Mann quando era ancora più piccolo, arrivato in Sardegna nel 2013 per accompagnare il fratello poco più grande scelto per il ruolo principale di “Bullied to Death”, film che racconta con un linguaggio particolare, quello di un cinema costruito con una serie di quadri fotografici carichi di suggestione, storie di giovani gay, lesbiche e trans uccisi o indotti al suicidio in diverse parti del mondo. Un film per denunciare la violenza e richiedere diritti per tutti, un po’ quello che fa anche Royce Mann con i suoi versi che hanno colpito tutti negli Stati Uniti. «Mi ero accorto subito - evidenzia Coda - che era una ragazzino davvero brillante. Per tutto il tempo delle riprese mi ha seguito da vicino, diventando il mio assistente».

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