La Nuova Sardegna

Menotrentuno da oggi a Neoneli

Nel centro storico del piccolo paese la mostra fotografica di Andrea Alfano

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NEONELI. Dieci di attività, 5 edizioni con cadenza biennale, una festival dedicato alla fotografia di giovani che non hanno superato i 31 anni di età e provenienti da ogni parte d’Europa. Ogni edizione un tema da indagare attraverso la fotografia: nel 2006 La rivoluzione del turismo, nel 2008 Il delirio giovanile, nel 2011 Giovane violenza e nel 2014 Memoria. Il mondo narrato per immagini dagli occhi dei giovani. Questa è la carta d’identità di Menotrentuno, il Festival Internazionale di Fotografia promosso dall’associazione Su Palatu e curato da Salvatore Ligios e Sonia Borsato. Nell’edizione 2016 il tema proposto dai curatori è “Terramadre – Homeland”. Sono venuti fuori 15 progetti fotografici, sguardi sul mondo capaci di raccontare la storia di piccole comunità, di luoghi dimenticati dalla cronaca, di storie che mostrano punti di vista inusuali.

La prossima tappa del Festival è a Neoneli con il progetto fotografico di Andrea Alfano, “Nelle terre di Arsuneli”. La mostra, allestita nelle vie del centro storico, inaugurerà oggi alle 19 .

Alfano è nato nel 1987, è un visual storyteller che opera nel campo della fotografia documentaria. Divide il suo tempo tra il lavoro di ricerca su progetti personali e il lavoro su committenza. Usa la fotografia per comprendere le complesse dinamiche delle vicende umane e il suo obiettivo è instaurare rapporti di intimità con le storie che racconta attraverso le immagini.

Alfano è uno dei cinque fotografi italiani che ha realizzato il suo progetto fotografico in residenza artistica in Sardegna. Ha condiviso giorni e riti con la comunità di Neoneli che si è offerta ai suoi occhi e al suo obiettivo. Con l'umiltà dell'ospite e la curiosità del viaggiatore, Alfano ha raccolto il canto delle pietre che circondano e fondano il paese, ne ha ascoltato memorie, intuito il futuro. In ogni scatto si respira la consapevolezza che va ben oltre il viaggio nella terra sconosciuta e straniera, uno sguardo che supera la posa dell’esotico per arrivare ad un senso di appartenenza condiviso che fa di ogni terra la propria Terramadre, un noi che è riconoscimento e condivisione. La mostra sarà visitabile sino al 4 settembre.

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