La Nuova Sardegna

Dall’8 settembre ritorna la rassegna “Cinema al Forte”

di Gian Mario Sias

ALGHERO. Uno degli spazi più suggestivi della città, restituito alla comunità e sottratto all’incuria e al degrado, per ospitare un appuntamento originale, che rinnova il profondo legame tra Alghero...

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ALGHERO. Uno degli spazi più suggestivi della città, restituito alla comunità e sottratto all’incuria e al degrado, per ospitare un appuntamento originale, che rinnova il profondo legame tra Alghero e il cinema. Una settimana di grandi appuntamenti, tra film mai proiettati e graditi ritorni. È “Cinema al Forte – Piccola arena cinematografica”, la rassegna organizzata dall’associazione culturale “L’ultimo spettacolo” di Sassari.

Voluto dal Comune di Alghero e dalla Fondazione Meta, l’appuntamento è fissato dall’8 al 15 settembre alle 21. Otto serate e altrettanti film, per raccontare in forme molto differenti il cinema contemporaneo e alcuni produzioni che spesso restano ai margini dalla programmazione delle poche sale cinematografiche presenti nel territorio. Ad inaugurare la rassegna sarà “Veloce come il vento”, di Matteo Rovere, uno dei casi cinematografici dell’anno che secondo gli addetti ai lavori ha contribuito alla rivoluzione in atto nel cinema di italiano. Venerdì 9 settembre sarà proiettato “Il figlio di Saul”, dell’esordiente Laszlo Nemes, Gran premio della giuria a Cannes e candidato all’Oscar come miglior film straniero. Sabato 10 settembre sarà la volta di “La comune”, di Thomas Vinterberg, che racconta degli esperimenti sociali messi in atto nella civile e libera Danimarca degli anni settanta. Domenica 11 settembre “Cinema al Forte” andrà avanti con “Ti guardo”, di Lorenzo Vigas, dedicato ai disturbi della solitudine e a una relazione che non sarebbe mai dovuta esistere e che cambierà le vite dei due protagonisti. Lunedì 12 settembre si prosegue con “Il regno d’inverno” del cineasta turco Nuri Bilge Ceylan, Palma d’oro a Cannes, perfetto racconto, sotto forma di metafora, della Turchia contemporanea. Martedì 13 settembre è il turno della raffinatezza del cinema francese con “Sils Maria”, di Oliver Assayas, con una superba Juliette Binoche.

Tra le biografie su Pasolini, sicuramente la più riuscita è quella messa in scena da colui che all’epoca era il suo assistente alla regia, magistralmente interpretata da un sorprendente Massimo Ranieri nei panni del poeta di Casarsa. Mercoledì 14 settembre sarà infatti proiettato “La macchinazione”, di David Grieco, che racconta del periodo in cui Pasolini montava “Salò o le 120 giornate di Sodoma” – mentre scrive l’infinito “Petrolio” e frequenta i ragazzi borgatari nelle vie controllate dalla banda della Magliana. Il percorso della rassegna termina giovedì 15 settembre “Todo Modo”, l’opera più misteriosa del regista e premio Oscar Elio Petri, interpretata dai due attori simbolo del grande cinema italiano del dopoguerra, Gianmaria Volontè e Marcello Mastroianni. Recuperato recentemente dalla Cineteca di Bologna, è tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.

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