La Nuova Sardegna

Al via i concerti nel pozzo sacro Sa Testa di Olbia

di Antonio Mannu

OLBIA. Giovedì alle 18, al pozzo sacro Sa Testa ad Olbia, prendono il via gli appuntamenti musicali delle ventesima edizione del festival Isole che parlano, nato e cresciuto a Palau, che anche quest’a...

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OLBIA. Giovedì alle 18, al pozzo sacro Sa Testa ad Olbia, prendono il via gli appuntamenti musicali delle ventesima edizione del festival Isole che parlano, nato e cresciuto a Palau, che anche quest’anno tocca alcune località vicine. L’evento olbiese è organizzato in coproduzione con l’Archivio Mario Cervo, in un’ottica di scambio e collaborazione che sta a cuore ad Isole che parlano.

In apertura un incontro-lezione con il cantore norvegese Torgeir Vassvik. Tema della sessione il canto Joik tra tradizione Sàmi e contemporaneità. I sami, più conosciuti come lapponi, sono originari del nord della Scandinavia. La loro cultura è tra le più antiche d’Europa. La forma religiosa tradizionale era lo sciamanesimo, con divinità legate al culto della natura. Tra le tradizioni ancestrali del popolo sami c’è il canto joik, termine che indicava uno dei canti della tradizione musicale sami, ma che oggi viene utilizzato per definire l’insieme degli stili musicali praticato da questa etnia.

Il joik si canta a capella, o accompagnati dal tamburo che costituisce la tonalità di base. E’ ritenuto una delle più antiche forme musicali europee e costituiva parte importante nelle pratiche sciamaniche.

La cultura sami è stata messa a dura prova dalle culture scandinave e dalla religione, che ha osteggiato il canto joik associandolo alla stregoneria. Torgeir Vassvik proviene da Gamvik, piccolo villaggio di pescatori nell’estremo nord della Norvegia, dove i sami hanno vissuto per migliaia di anni. Vassvik ha sviluppato una visione contemporanea del joik che ne rinnova la tradizione. Dopo l’incontro con Vassvik al pozzo sacro Sa Testa si terrà il primo dei concerti del festival.

Protagonista il quartetto della mogorese Zoe Pia composto, oltre che dalla talentosa clarinettista sarda, dal pianista Roberto De Nittis, dal basso tuba Glauco Benedetti e dal batterista e violinista Sebastian Mannutza.

Presenteranno brani del loro primo e nuovo disco, “Shardana”, che Zoe Pia dedica all’epopea dei popoli del mare, descritti da Ramses II nel secondo millennio a.C. e che si presume abbiano vissuto in Sardegna. Scrive Zoe Pia che «la musica di Shardana racchiude in sé le tradizioni, le leggende e i misteri della mia isola». Il disco è stato accolto con entusiasmo dagli addetti ai lavori, per la capacità della compositrice di Mogoro di coniugare il jazz contemporaneo con la radice sarda.

La giornata di giovedì si chiuderà a Palau con l’inaugurazione della mostra “Lesbos” di Alessandro Penso, un reportage fotografico – selezionato dalla rivista dall’isola della Grecia Lesbo dove sbarcano i migranti nel loro viaggio di speranza. La mostra, sarà inaugurata, alla presenza dell'autore, alle 21 e 30, al Centro di Documentazione del Territorio di Palau. Domani sera invece, sempre a Palau, conclusione dei laboratori dedicati ai più piccoli, con la presentazione dei risultati dell’attività. Appuntamento alle 21 al Polo Culturale Montiggia.

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