Reijsberg e i Cantori de Su Concordu Un incontro di magia e memoria
SENEGHE. Grande musica in Sa pratza de sos Ballos, sabato notte. Suoni per cuori forti e liberi, quelli che hanno scelto di seguire “Su Capudanne de sos poetas”, piccolo festival di grandi ambizioni,...
SENEGHE. Grande musica in Sa pratza de sos Ballos, sabato notte. Suoni per cuori forti e liberi, quelli che hanno scelto di seguire “Su Capudanne de sos poetas”, piccolo festival di grandi ambizioni, guidato questa edizione, la tredicesima, da Roberto Magnani. Seguendo il solco storico della rassegna questi ha costruito una scatola di sorprese cinesi con incastri ben congegnati tra emozione e conoscenza, testa e cuore. Capace di reggere anche il difficile equilibrio tra ieri e l'oggi, il passato e il futuro.
Tale è il senso dell'affascinante appuntamento che vedeva sul palco il violoncellista olandese Ernst Reijseger e i superbi cantori de su Concordu di Orosei. Un'ora e trenta di performance magnetica con vertiginosi salti nel tempo, dalle notti del mito alle luci di una prova simile a una mise en scene teatrale, fatta di stupore e humor, festa intima eppure collettiva. Come si addice allo spazio, piccola piazza trapezoidale a cui la comunità ha assegnato il compito di essere il luogo dell'incontro. Dove a Carnevale, fioriscono le danze e, uomini e donne, mostrano bravura nell'intrecciare passi arditi al suono e al ritmo dell'organetto. Sodalizio che dura da anni e ha prodotto anche opere importanti (non solo dischi ma anche la colonna sonora di due film di Werner Herzog, "The Wild Blue Yonder" e "White Diamond") è la testimonianza diretta di un fruttuoso confronto tra espressioni musicali differenti e le tradizioni della Sardegna. Anzi, a dire il vero, finora è quello risultato più convincente. Il segreto sta nella disponibilità del Concordu allo scambio come alle geniali doti di intuizione del violoncellista olandese, ma pure alla incredibile sintonia tra archi e voci. Il resto, la magia, la fanno tutta loro, cantori e strumentista immergendo chi ascolta in un bagno della memoria con continui richiami alla nostra contemporaneità.
Reijseger è improvvisatore jazz di razza, capace di trasformare il canto in una jam sonora con risultati inediti. Seguendo la voce solista riprende il tema principale spezzettandolo e ricomponendolo in affreschi di disarmante bellezza armonica. Le voci, di ieratica bellezza, forniscono fondo e cornice unica. Iniziano solenni nei sacri “Miserere" e Kyrie”. Dopo un solo di Ernst al violoncello (ora chitarra, ora percussioni, ora violino) ripartono potenti in un medley che regala il “Dillu” con echi di giochi di murra e canto del passo turturinu. Sipario ritmico in progressive con le trunfe suonate ripetitivamente, inseguite dal violoncello e infine una sequenza di motivi che colpiscono nel profondo: “Voche e notte”, “Gotzos de su remediu”, “Ave Maria e su Rosariu”, “Libera me domine” e il popolare “Nanneddu meu” scritto da Peppino Mereu. E infine un bis a voce libera e senza microfoni, un canto corso sui versi di “A Dori lontana” di Paulicu Mossa.
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