La Nuova Sardegna

I bronzetti all’asta a Londra tornano a casa

di Claudio Zoccheddu

A Mamoiada la consegna dei reperti recuperati da Nurnet che ora “sponsorizza”col Fai i Giganti

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SASSARI. Bronzetti e Giganti. C’è chi dice che il legame sia strettissimo e che i primi siano la conseguenza dei secondi. Materia per archeologi, passatempo per appassionati. Domenica, però, il rapporto tra i due esempi di arte nuragica ritornerà d’attualità perché gli attivisti di Nurnet hanno scelto Mamoiada per “restituire” i quattro bronzetti acquistati online qualche tempo fa, quando la casa d’aste Acr Auctions li aveva messi in vendita a Londra, nella galleria Pall Mall, all’interno di una collezione che metteva in mostra ben nove esempi di lavorazione del bronzo.

Insieme al regalo – soci e simpatizzanti di Nurnet si erano quotati pur di evitare che i bronzetti finissero in una collezione privata – che verrà esposta in un museo, inizierà domenica la corsa verso un altro obiettivo, questa volta decisamente più ambizioso: sostenere la candidatura dei giganti di Mont’e Prama, e quindi dello scavo che li ha restituiti, tra i siti del cuore del Fai, il fondo ambientale italiano.

La restituzione dei bronzetti arriva dopo una polemica che era germogliata nel variegato mondo dell’archeologia sarda: da una parte gli archeologi ufficiali, che avevano manifestato dubbi sull’autenticità dei bronzetti, dall’altra gli appassionati di Nurnet e di Archeologia Sarda, che invece avevano rispedito al mittente ogni dubbio parlando di una valutazione effettuata sulla base di fotografie attinte da internet: «Un’opera di fantarcheologia, lontana da ogni protocollo scientifico», aveva commentato il presidente della fondazione Nurnet, Nicola Manca.

L’idea dello scavo di Mont’e Prama inserito tra i luoghi del cuore del Fai, invece, è del professor Geatano Ranieri – il geofisico che aveva utilizzato il radar per scandagliare la collina di Mont’e Prama – che qualche tempo l’ha lanciata sul web ottenendo l’appoggio immediato proprio di Nurnet che, domenica a Mamoiada, si accoderà alla raccolta di firme necessaria per catalizzare l’attenzione del Fai e ottenere i benefici, soprattutto economici, garantiti da un’eventuale scalata della classifica.

Il censimento nazionale dei “Luoghi del cuore” chiede a tutti i cittadini di segnalare i tesori che amano e che vorrebbero salvare. In Sardegna i luoghi papabili sono 1313. Per ora, i giganti hanno ricevuto appena 563 voti, che valgono il quinto posto, e sono parecchio staccati dal quarto, le domus de janas di Mandra Antine di Thiesi (1176 voti) mentre in testa c’è la chiesa di San Gavino a Porto Torres, con 3878 voti.

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