La Nuova Sardegna

lo spettacolo di zappalà per “corpi in movimento”

“Romeo e Giulietta”, come un sogno sfocato

di Monica De Murtas
“Romeo e Giulietta”, come un sogno sfocato

SASSARI. Romeo e Giulietta sono due corpi che non si incontrano, si sfiorano, si guardano ma ma non si riconoscono, non riescono a mettere a fuoco le rispettive immagini.  Con questo schema narrativo...

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SASSARI. Romeo e Giulietta sono due corpi che non si incontrano, si sfiorano, si guardano ma ma non si riconoscono, non riescono a mettere a fuoco le rispettive immagini.  Con questo schema narrativo Roberto Zappalà, uno dei più apprezzati coreografi della danza contemporanea italiana, disegna il suo “Romeo e Giulietta 1.1, la sfocatura dei corpi”, presentato al Teatro Civico all’interno della rassegna “Corpi in movimento. Le piazze che danzano”.

«Tecnicamente, la sfocatura è una questione di distanza – sostiene Zappalà – La distanza tra il centro focale dell’obiettivo e l’oggetto inquadrato. Se questa distanza è inferiore o superiore ad una certa misura l’oggetto risulta, appunto, sfocato. Ci sentiamo sfocati quando percepiamo che la distanza tra noi e il mondo, non è quella giusta; quando siamo, ci sentiamo, crediamo di essere, troppo vicini, o troppo lontani». Una scena scarna, un palco spolpato, senza quinte, una luce forte, aggressiva svela al pubblico ciò che solitamente è nascosto. Lo spazio scenico diventa una mare senza acqua, dove nuota, su musiche dei Pink Floyd, Romeo (Antoine Roux-Briffaud) che indossa una maschera da sub mentre Giulietta (Maud de la Purification) gira veloce sul palco in sella ad una piccola bici con le rotelle. Fuori luogo, fuori contesto, fuori fuoco, Romeo e Giulietta danzano distanti nei loro movimenti solitari. Capelli neri e pelle abbronzata Giulietta, capelli rossi e pelle bianchissima Romeo sono due opposti che attraggono lo sguardo. Il contrasto è un immagine efficace che fa viaggiare la mente dello spettatore verso la sorpresa cromatica di un incontro preannunciato. Sono Romeo e Giulietta si ameranno, moriranno, la storia è nota ma non sono altrettanto scontate le modalità del racconto di Zappalà che costruisce invece nuove trame e prospettive per la celeberrima storia d'amore e morte.

Zappalà riscrive il “perché” della tragedia individuando nel malessere interiore dei due giovani amanti la sofferenza dell'intera umanità alla ricerca di un baricentro, di un proprio punto focale, della giusta distanza fra sé e gli altri in un equilibrio possibile fra solitudine e amore. Romeo e Giulietta sono fuori fuoco come il personaggio del film “Harry a pezzi” di Woody Allen, i cui spezzoni sonori irrompono più volte all’interno dello spettacolo. I danzatori, applauditi calorosamente dal pubblico, sul palco si muovono vicini, si sfiorano senza toccarsi con movimenti speculari,  il desiderio li tende verso il contatto fisico, ma ad ogni presa i loro corpi scivolano uno sull'altro senza mai fermarsi in un abbraccio.

“Corpi in movimento” prosegue oggi con “In -Faust”, della compagnia Imperfect Dancers di Walter Matteini.

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