La Nuova Sardegna

L’universo femminile diventa canto

di Monica De Murtas
L’universo femminile diventa canto

“Galanias” al Civico di Sassari per Voci di donna: immagini e musica della Sardegna tradizionale

23 ottobre 2016
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SASSARI. Si è conclusa con un suggestivo omaggio alle bellezze armoniche e interpretative dei canti femminili della Sardegna la rassegna “Voci di donna” organizzata dalla cooperativa Teatro e/o Musica. Voci di Sardegna sul palco del Civico, Con “Galanias” (preziosità) interpretato da Valeria Pilia e altre 5 cantanti della compagnia Actores Alidos. Un progetto musicale prezioso come suggerisce il titolo perché riesce a raccontare, attraverso il canto, la storia di un intero popolo e il ruolo della donna nella tradizione sarda.

Valeria Pilia (la boghe sola), Elisa Marongiu, Manuela Ragusa (boghes de punta), Roberta Locci (boghe mediana) e Valeria Parisi (boghe de suta) evocano in un’ora e mezzo di spettacolo immagini e storie attraverso un repertorio che dalla ninna nanna, ai canti di lavoro agli inni sacri offre una visione della Sardegna antica. Un passato in cui la donna cantava soprattutto per accompagnare le sue attività quotidiane: cullare il sonno dei bambini, celebrare i riti religiosi, proteggere dalle malattie, accompagnare i morti nel loro ultimo viaggio, ma anche per dare ritmo ai lavori di casa, scacciare la paura della solitudine, alleggerire il loro lavoro quotidiano con versi scherzosi. Gli arrangiamenti polifonici di Valeria Pilia, sono eseguiti a cappella dalle cinque voci ma vengono spesso impreziositi dalle sonorità di vari strumenti tradizionali o di semplici oggetti di lavoro domestico. «Le donne anticamente non potevano esibirsi pubblicamente – dice Pilia – e non esistevano i cori femminili, il canto femminile è quindi monodico, in questo lavoro abbiamo voluto lavorare su questa bellissima tradizione creando una struttura polifonica». Ad accompagnare le 5 bravissime interpreti Orlando Mascia che dona ulteriore profondità al racconto armonico introducendo i suoni arcaici delle sue launeddas e dell’ organetto.

Lo spettacolo diverte e coinvolge grazie anche alle proiezioni che accompagnano l’intera produzione e che raccontano con filmati d’epoca in bianco e nero una Sardegna che non c’è più. Donne che lavano i panni nel fiume, bimbi ninnati in culle intagliate nel legno, antichi riti quotidiani che riportano lo spettatore alle atmosfere di un tempo. Tradizione e scelte narrative moderne convivono in uno spettacolo che racconta una polifonia assolutamente inedita. La tradizione eminentemente maschile del canto Polifonico viene “rivendicata” dalle donne di Actores Alidos maestose e moderne nei loro vestiti ispirati alla tradizione. Con “Galianas” anche nel canto la donna si riappropria così di quel ruolo centrale e fondante che in Sardegna è sempre stato suo.

Applausi scroscianti durante tutto lo spettacolo e in particolare alla fine hanno richiamato le 5 artiste sul palco per un bis. Un allegra “trallallera” campidanese cantata in coro da tutto il teatro.

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