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Il ritorno di Malick, regista mistico

Il ritorno di Malick, regista mistico

Arriva nelle sale “Knight of Cups” con Christian Bale e Natalie Portman

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ROMA. Con “Knight of Cups”, già in concorso al Festival di Berlino e ora in sala con Adler Entertainment, Terrence Malick si ripete e mette in campo tutto il caravanserraglio dei suoi temi 'altì e, su tutti, quello del disagio di vivere. Protagonista di questo film esteticamente iper-raffinato, Rick (Christian Bale) attore in crisi che cerca nel suo mondo patinato di Los Angeles di riempire il vuoto della sua vita e di uscire da «questo sogno nel sogno». Tra un'amata, non totalmente libera, Elizabeth (Natalie Portman), l'ex moglie Nancy (Cate Blanchett), un fratello violento e un padre ingombrante, Rick vive, come nella favola del giovane principe che gli raccontavano da bambino in cerca di una perla. Una perla che però dimentica di dover cercare dopo aver bevuto troppo ed essere sprofondato in un sonno profondo, nel caos. Così Rick attraversa il mondo, con il suo disagio di eroe tormentato, tra rumorosi party, storie di sesso e amore, tra immagini dei più incredibili non luoghi di Los Angeles, incontri con sosia di Elvis Presley, tuffi nel mare, paesaggi spaziali, deserti di roccia, locali di lap dance alla moda e attraverso mille sequenze spesso accelerate ad arte. E questo con l'abituale voce fuori campo dei film di Malick. Una voce che invita a cercare di capire, che interroga, che chiede ragioni e che accusa, infine, la vanità inevitabile di un mondo in preda al suo monotono non senso.

Insomma Malick, Palma d'Oro a Cannes nel 2011 con “The Tree of Life”, sembra sempre più aver sposato la mistica (il film, come il titolo, è scandito dai Tarocchi) oltre che la filosofia di Heidegger e la sua visione di un'umanità «gettata nel mondo» non si discosta dal suo cinema abituale. «Una cosa è certa - ha detto Bale alla Berlinale -: Malick non ti dice mai di cosa parla il film. Io ci avevo lavorato dieci anni fa in “The New World”. Non sapevo cosa avrei fatto ogni giorno. In ogni caso il mio personaggio è uno apparentemente realizzato, ma con dentro un grande vuoto. Non si rende veramente conto di aver bisogno di aiuto» «Sono una fan di Malick da tutta la vita - aveva detto invece la Portman sempre a Berlino -. Lui è uno che supera le aspettative sia come uomosia come artista».

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