La Nuova Sardegna

Sepulveda, un viaggio per la libertà

Politica e avventura, l’autore ieri a Roma per presentare il nuovo romanzo

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ROMA. Il crudele torturatore Miguel Krassnoff, condannato all’ergastolo per crimini contro l’umanità e l’ex guerrigliero cileno Juan Belmonte, che ha combattuto contro il regime di Pinochet. Si gioca in fondo su questi due personaggi contrapposti, fino alla drammatica partita finale, il nuovo romanzo di Luis Sepulveda, “La fine della storia” ( 199 pagine 17 euro) che arriva in libreria in questi giorni per Guanda. Dopo le fortunatissime favole che hanno conquistato i lettori di tutte le età - da “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” a “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”, Sepulveda torna al romanzo d’avventura con un intreccio basato su fatti storici in un viaggio di 200 pagine che ci fa attraversare la storia del Novecento. Dalla Russia di Trotsky al Cile di Pinochet, dalla Germania hitleriana alla Patagonia di oggi.

Lo scrittore cileno, che vive nelle Asturie, dedica il suo nuovo libro «a tutte le donne e gli uomini che sono passati dall’inferno di Villa Grimaldi, il regime del cosacco». Belmonte, che ha combattuto al fianco di Salvador Allende, da anni ha deposto le armi e vive tranquillo in una casa sul mare, nell’estremo sud del Cile, con la sua compagna Veronica, che non si è mai ripresa dalle torture subite dopo il colpo di Stato. Disilluso, stanco, l’ex guerrigliero, esperto di guerra sotterranea e infallibile cecchino, è restio a scendere in campo, ma quando il passato torna a bussare alla sua porta non può sottrarsi. I servizi segreti russi hanno bisogno della sua abilità per sventare un piano ordito da un gruppo di nostalgici di stirpe cosacca, decisi a liberare dal carcere il terribile Krassnoff, ultimo discendente di una famiglia di cosacchi riparati in Cile dopo la Seconda guerra mondiale, ex ufficiale dell’esercito cileno al servizio di Pinochet. E Belmonte ha anche un motivo personale per odiare quell’uomo: è stato proprio Krassnoff a distruggere il corpo e il futuro della sua compagna Veronica.

Sepulveda, ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi con l’incarcerazione da parte del regime di Pinochet. Ha viaggiato a lungo anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace, nel 2016 ha vinto il Premio Hemingway, ecologista convinto, autore di grandi libri come “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, “La frontiera scomparsa”e “Le rose di Atacama”, ci mette di fronte ancora una volta alle grandezze e alle miserie della storia del Novecento.

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