Da oggi al Teatro Lirico “Falstaff” Capolavoro estremo di Verdi
CAGLIARI. Messa in scena di più messinscene. Contrappunto di tranelli. E coronato dal ben noto coro: «Tutto nel mondo è burla». Sarà “Falstaff”, insomma, estremo capolavoro di Giuseppe Verdi, a far...
CAGLIARI. Messa in scena di più messinscene. Contrappunto di tranelli. E coronato dal ben noto coro: «Tutto nel mondo è burla». Sarà “Falstaff”, insomma, estremo capolavoro di Giuseppe Verdi, a far da penultimo titolo nella Stagione operistica del Lirico.
Da oggi alle 20,30 (con sei repliche fino al 20 novembre) nell’allestimento che firmò, otto anni fa, Daniele Abbado (figlio del grandissimo Claudio) e prodotto dalla Fondazione stessa. Con la regia ripresa da Boris Stetka, le scenografie di Graziano Gregori, costumi di Carla Teti e luci di Luigi Saccomandi. Possiamo nuovamente assistere, dunque, a quello spettacolo asciutto e raffinato. Rappresentazione quasi concettuale. Fatta di pochi elementi scenici, perlopiù essenziali e stilizzati; alcuni dei quali sospesi per aria – «l’assenza di gravità» della commedia fa volare tutto, come l’onore di cui parla Falstaff nel I° atto – sopra una pedana circolare inclinata verso il pubblico. Vedremo qui muoversi i protagonisti del libretto che Arrigo Boito, per Verdi, ricavò da “Le allegre comari di Windsor” e parte dell’”Enrico IV” di Shakespeare. Vi si narrano le vicende del pingue, cinico e tronfio sir John Falstaff, interpretato dal baritono Roberto de Candia nel primo cast (Sergio Vitale nel secondo). Figura dai tratti quasi rabelaisiani, gaudente e spaccone come un Panurge, sedicente dongiovanni, a metà strada fra picaro, “miles gloriosus” e sfaccendato mascalzone. Bersaglio delle beffe di tutti gli altri personaggi: i suoi scagnozzi Bardolfo e Pistola, rispettivamente Bruno Lazzaretti ed Emanuele Cordaro; le comari Alex Penda (Alice), Chiara Amarù (Meg), Agostina Smimmero (Mrs. Quickly) e Barbara Bargnesi (Nannetta). Quest’ultima, figlia di Ford (marito d’Alice) impersonato da Thomas Tatzl, è innamorata del Fenton di Marco Ciaponi, ma promessa sposa al dottor Cajus di Enrico Zara.
Sul podio, a guidare l’orchestra, troveremo invece l’ormai familiare e apprezzato Donato Renzetti, quest’anno già presente, peraltro, all’esordio di Stagione con “La campana sommersa” di Ottorino Respighi.
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