La paranza dei bambini raccontata da Saviano: «Ingannati come pesci»
Nelle librerie il nuovo romanzo ispirato dalla cronaca «Napoli metafora del mondo che ama uno come Trump»
ROMA. Nessuno di loro ha più di sedici anni. Dieci ragazzini in sella ai loro scooter scendono per le strade a seminare terrore, sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. A questi adolescenti che non temono né il carcere né la morte, Roberto Saviano ha dedicato il suo nuovo romanzo “La paranza dei bambini”, da ieri in libreria per Feltrinelli.
Lo scrittore si è ispirato a fatti reali, alla storia della paranza dei bambini di Forcella, un quartiere di Napoli. «Le paranze spiega Saviano – sono gruppi di ragazzini che decidono quasi autonomamente di armarsi. Il racconto è pieno di dettagli di queste storie, che ho preso da inchieste giudiziarie, dalla cronaca, e che ho condensato nei miei personaggi utilizzando quel metodo meraviglioso che fu di Franco Rosi ne “Le mani sulla città”». «Voglio che il lettore – ha aggiunto – si metta da un punto di vista altro, quello del criminale, così da sentirlo né come un essere affascinante né distante. Il criminale guarda allo Stato come ad una interferenza alla propria vita. L’obiettivo è aprirsi una piazza, fare soldi. Il pericolo peggiore non è lo Stato. In questo momento si spara al quartiere Sanità e nelle strade ci sono i militari, ma non gliene frega niente a nessuno».
Saviano, che è sempre sotto scorta e da un po’ di tempo vive a New York, racconta nel romanzo la controversa ascesa di una paranza legata alla Camorra. «La metafora della paranza l’ho trovata sempre molto poetica e al contempo drammatica. Queste barche che vanno al largo a prendere i pesci ingannandoli con la luce. Ho pensato che in fondo i ragazzini che vanno a sparare, ad ammazzare, anche loro vengono ingannati, come i pesci pensano che quella luce che vedono in fondo sia per il cibo, quindi per arricchirsi, in realtà vanno a morire. È un fenomeno che non riguarda soltanto Napoli, ma tutte le città più importanti del mondo e questo si collega a quello che stiamo vivendo in queste ore con la vicenda Donald Trump eletto presidente Usa, e cioè con la fine di un certo modo di vivere».
In 350 pagine l’autore di “Gomorra” entra nella realtà che ha indagato da reporter crudo, violento, senza scampo. «Impegnarsi vale la pena? Lavorare vale la pena? Chi si impegna e chi ha talento davvero prende posti di responsabilità, o si vince solo con furbizia, strategia e tattica? Questi sono i ragionamenti che attraversano le periferie del mondo. Oggi cosa dice un quattordicenne, quindicenne: cosa vale? Il cash, il denaro. Tutto e subito. Il loro pensiero è: “Non raccontiamocela, è impossibile che io possa realizzarmi con le mie forze. Ci sarà sempre un raccomandato, un protetto che ce la farà”. E allora meglio sparare» «Questo – conclude Saviano – è ciò che sta accadendo. Napoli è diventata una grande metafora del nostro tempo». (m.c.)
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