“Le pietre di Nur”, l’isola dei nuragici
Ritorna nelle librerie, in una nuova versione, il romanzo di Vindice Lecis
SASSARI. E' tornato in libreria (edizioni Condaghes, 238 pagine, 18 euro) “Le pietre di Nur”, romanzo dello scrittore e giornalista Vindice Lecis. Il libro, edito nel 2011 e rapidamente esaurito, esce ora in una veste grafica rinnovata e in un’edizione riveduta e corretta. Il romanzo si svolge nel secolo VIII prima di Cristo, quando il Mediterraneo era al centro di traffici e scambi intensi. In Sardegna la civiltà nuragica viveva il massimo splendore ma anche il momento di “contaminazione” maggiore con altri popoli, a partire dai Fenici. In quell’epoca i Greci colonizzavano l’Italia meridionale, l’impero assiro metteva le mani sulle città fenicie, l’Egitto era diviso in due entità, Roma era solo un villaggio mentre cresceva l’influenza di Cartagine. In questo quadro storico si muovono i personaggi e le vicende del romanzo di Vindice Lecis.
Alla morte del vecchio Serdon è Alvras a essere scelto per guidare il principato di Nur situato sulle coste nord occidentali della Sardegna. E' il periodo in cui nell'isola si stanno trasformando antiche strutture sociali comunitarie avviandosi alla formazione di principati. Che, a loro volta, devono fare i conti con le mire espansionistiche di popoli di navigatori e delle loro città e colonie. La federazione dei popoli nuragici decide di opporsi alla conquista, non sempre fatta di episodi bellici ma inarrestabile, dei suoi territori e sotto la guida di Alvras cerca alleanze con la città etrusca di Vulci. Il giovane principe resta vittima di intrighi e tradimenti e scopre la potenza crescente di Cartagine, sull'altra sponda del mare. Nel romanzo si intrecciano numerose vicende avventurose e storie personali, come l'amore tra Alvras e la sacerdotessa Tulema. Si riconoscono nuraghi, villaggi come Palmavera e Sant'Imbenia, pozzi sacri, tombe o città fenice come Tharros.
Il libro è una sorta di epica mediterranea in cui nulla è lasciato al caso, grazie anche all’attenzione alle acquisizioni più recenti della ricerca archeologica. Una storia che è anche un omaggio a quei popoli e a quelle civiltà. Nel romanzo i sardi ritornano ad avere il posto centrale che realmente hanno avuto nella storia, accanto ai tirreni, ai fenici, greci, assiri ed egiziani, che incessantemente viaggiavano, si confrontavano e si scontravano per il predominio.
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