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Il ritorno degli Assalti Frontali: un concerto anche a Cagliari

Il ritorno degli Assalti Frontali:  un concerto anche a Cagliari

Tuour per il nuovo cd “Mille gruppi avanzano”: voce all’universo dei movimenti. Il live in Sardegna l’11 dicembre al centro comunale d’arte “La Vetreria”

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CAGLIARI. Varato ieri il nuovo disco di Assalti Frontali, “Mille gruppi avanzano”. Lavoro che verrà presentato in diversi concerti nella penisola e a Cagliari domenica 11 dicembre nel Centro comunale d’arte e cultura “La vetreria”.

Presentato al Csoa Forte Prenestino di Roma, davanti a oltre mille persone, “Mille gruppi avanzano” è il nono album di inediti di Assalti Frontali, una delle band che ha fatto la storia dell’hip hop in Italia. Nel 1991, con “Batti il tuo tempo”, furono tra i primissimi a cantare in italiano; da allora, una lunga carriera fatta di successi e migliaia di fan, di rime taglienti e sempre attuali, consapevolezza e impegno politico, che ha portato Assalti Frontali ad essere uno dei gruppi più importanti della penisola. “Mille gruppi avanzano” esce a quattro anni dall’ultimo disco, “Profondo Rosso”: col rap di Militant A, la seconda voce di Pol G.

Del nuovo cd di Assalti Frontali parla il collettivo Wu Ming 1: «Il cd “Mille gruppi avanzano” vuol dire tante cose. Nuovi conflitti stanno nascendo, nuovi movimenti in tutto il mondo, ma anche nuove band, nuove crew, nuove compagnie di amici, legami forti. Vuol dire vivere diverse realtà ma poi andare avanti insieme. “Le strade sono cambiate”, cantano gli Assalti. Sono cambiate in meglio, alcune; altre sono cambiate in peggio, per la gentrification, per la cementificazione». «E’ cambiato – aggiunge Wu Ming 1 – il contesto in cui gli Assalti iniziarono; è cambiata la composizione etnica di molti quartieri in Italia e in Europa. Nei loro pezzi e nella loro storia c’è il continuo sforzo di non avere uno sguardo eurocentrico, bianco. “Non sto nella mia pelle” descrive l’entusiasmo di fronte alla vastità dell’universo, del mondo. Qui dentro troverete mille canti di diversità e di liberazione compressi in un pugno di canzoni. Non troverete l’inno di Mameli, non si cede ai nazionalismi, ai sovranismi o anche peggio». «Questo non è uno di quei dischi che trovate all’Ipercoop o all’Esselunga – conclude Wu Ming 1–. Forse però lo troverete al funerale dell’Ipercoop o dell’Esselunga, lo troverete come colonna sonora».

Gli Assalti Frontali si formano a Radio Onda Rossa durante le trasmissioni hip-hop che Militant A faceva come dj insieme con la sua posse. Il programma ospitava spesso rapper romani che all’epoca cantavano tutti in inglese E fu per questo che Militant A cominciò a buttare giù le prime rime in italiano. E subito gli ascoltatori volevano risentire i pezzi in onda. Poi i concerti nei centri sociali e nelle università occupate con un pezzo che è diventato colonna sonora del movimento della Pantera: “Batti il tuo tempo”, titolo del primo disco di Militant A con la formazione Onda Rossa Posse nel 1990.

Dopo quell’anno inizia l’esperienza Assalti Frontali, gruppo aperto che di volta in volta ha avuto dentro una sua formazione: Castro X, Ncot, Brutopop, Ice One, Lou X, Sioux, oltre alla presenza costante di Militant A che ha permesso la produzione di dischi leggenda nell’hip-hop italiano, come gli autoprodotti “Terra di nessuno” (1992), “Conflitto” (1996), “Banditi” (primo – ed ultimo – con una major, la Bmg nel 1999). E concerti in tutti i posti occupati, durante le manifestazioni, all’estero in occasione di azioni di solidarietà, da Valona a Gerusalemme. (l.par.)

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