La Nuova Sardegna

Marina Cappellini: «È impossibile resistere a questo Rocco Schiavone»

di Alessandro Pirina
Marina Cappellini: «È impossibile resistere a questo Rocco Schiavone»

L’attrice sarda racconta la sua esperienza nella fiction-boom «Sul set eravamo un gruppo di amici e Marco Giallini è perfetto per il ruolo»

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SASSARI. Marina Cappellini stregata da Rocco Schiavone. C’era anche l’attrice sarda nel cast della fiction dell’anno. Interpretava Anna, la pittrice sedotta e abbandonata dal vicequestore trasteverino a cui presta il volto Marco Giallini. Sei film diretti da Michele Soavi che hanno incollato davanti alla tv più tre di milioni e mezzo di spettatori a puntata. Numeri eccezionali per Raidue, tanto che già si parla di una seconda serie. Un successo di pubblico e di critica - disturbato solo da qualche polemica politica di Gasparri e Giovanardi - che ha regalato agli attori un’enorme popolarità. Tra loro Marina Cappellini, nata ad Alghero nel 1984, cresciuta tra Porto Torres e Porto Rotondo. Un curriculum di film, serie tv - su tutti “Un posto al sole” - e spot. Ora con Rocco Schiavone il salto nella grande fiction di prima serata.

Marina, cosa si prova a fare parte del cast di una fiction di successo?

«Fin dall’inizio avevo capito che si trattava di un lavoro molto importante. È sempre così quando un film prende spunto da un libro famoso. Ho letto tutti i romanzi di Antonio Manzini poco prima di ricevere i primi copioni, non potevo credere che ne avrei fatto parte anche io. È il sogno di ogni attore interpretare il personaggio di un best seller. Anche se questo può essere controproducente, perché su quel personaggio si creano tante aspettative. Io ho avuto un po’ di paura quando ho saputo quali erano gli attori che facevano parte del cast. Paure che sono scemate subito, perché stare sul set con loro ha agevolato il mio lavoro».

L’Italia si è innamorata di Rocco Schiavone...

«L’Italia si è innamorata di Marco Giallini, il miglior attore che potesse interpretare Schiavone. Io credo che il grande successo della fiction sia dovuto alla scelta di affidare il ruolo del vicequestore proprio a Giallini, i cui tratti caratteriali lo avvicinano tantissimo al personaggio creato da Manzini. È riuscito a renderlo perfettamente suo».

Che clima si respirava sul set ad Aosta?

«Essere lontani da casa ci ha fatto legare tantissimo, si è creato un gruppo di lavoro unito, sia sul set che fuori. Siamo stati davvero fortunati. Tanto che ancora oggi, a distanza di mesi ci frequentiamo. Anche l’altra sera ci siamo visti per guardare in tv l’ultima puntata».

Cosa c’è di Marina nel personaggio di Anna?

«A tutte e due piace usare l’ironia, amiamo l’indipendenza e anche l’essere un po’ fuori dagli schemi. Quanto alla malizia siamo diversissime».

Differenze tra “Rocco Schiavone” e “Un posto al sole”?

«La soap ha un pubblico fidelizzato da 19 anni, i personaggi fanno parte della quotidianità dello spettatore e parteciparci è stato come entrare in una famiglia, in un contesto già conosciuto. Schiavone, invece, era un prodotto nuovo, sconosciuto al pubblico».

Dopo il successo della prima serie già si parla di una seconda.

«È stata chiesta a gran voce, ma basandosi su una fiction tratta da romanzi ci vorrà del tempo. Che dire? Io vorrei esserci. Nel frattempo sto lavorando a uno spettacolo teatrale che andrà in scena a gennaio. E tengo le dita incrociate per alcuni progetti».

Abel Ferrara ha detto che vorrebbe girare un film in Sardegna con Willem Dafoe e Nicolas Cage.

«Esserci sarebbe un sogno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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