La Nuova Sardegna

La sfida del Lirico: un cartellone più ricco

di Gabriele Balloi
La sfida del Lirico: un cartellone più ricco

Tanti titoli nuovi, ospiti e collaborazioni prestigiose, scelte internazionali oltre la crisi. Ritorna la “Turandot” di Sciola

3 MINUTI DI LETTURA





di Gabriele Balloi

CAGLIARI

Quando il gioco si fa duro, le Stagioni cominciano a durare. Con più titoli, più ospiti, più recite, le nuove programmazioni 2017 per il Teatro Lirico stavolta iniziano prima. Il direttore artistico Mauro Meli le ha definite addirittura “sfidanti”, l’operistica e di balletto quanto la concertistica. Entrambe presentate sabato mattina, con più largo anticipo rispetto agli anni scorsi. Guanto di sfida lanciato contro la sempiterna esigenza di fronteggiare bilanci, risorse, punteggi ministeriali del Fus, gratificare il vecchio pubblico ed invogliare il nuovo.

Obiettivi non facili. Eppure «mai arrendersi», rimarca più volte lo stesso sovrintendente Claudio Orazi, illustrando alcuni traguardi già ottenuti dalla Fondazione (debito diminuito, aumento di pubblico e incassi, nuove assunzioni); così come poi le iniziative pianificate per l’anno venturo.

Una delle parole d’ordine: internazionalizzazione. Idea cardine, difatti, sarebbe quella di proiettare il Lirico oltre una dimensione locale e nazionale. In tale prospettiva è “La campana sommersa” di Ottorino Respighi (allestimento inedito che ha inaugurato la Stagione 2016), che sarà di scena in primavera per la New York City Opera. S’aggiungano, invece, per la Stagione 2017 altre due collaborazioni internazionali. “La fanciulla del West” di Puccini, prodotta in collaborazione con la stessa City Opera, Teatro del Giglio di Lucca e Opera Carolina di Charlotte. E poi “The (R)Evolution Of Steve Jobs” di Mason Bates, assieme all’Opera di Santa Fe ed in prima esecuzione Europea.

Due invece le collaborazioni italiane: “Un ballo in maschera” di Verdi col Regio di Torino, e “Le nozze di Figaro” di Mozart col Maggio Musicale Fiorentino. Ancora un’opera di raro ascolto per il debutto a febbraio: “La bella addormentata nel bosco”, di nuovo Respighi, e di nuovo Renzetti sul podio. Ritorna poi l’acclamata “Turandot” con le scenografie del compianto Pinuccio Sciola. Mentre a maggio “Lucia di Lammermoor” di Donizetti nell’allestimento del Lirico, firmato Denis Krief, vincitore del Premio Abbiati.

Unico titolo di danza è il “Lago dei cigni” di Ciajkovskij, con il Balletto di Stato della Georgia. Ricco carnet di proposte pure quello concertistico, con esordio a metà gennaio. Autori più presenti saranno Mozart e Schumann. Di quest’ultimo, oltretutto, è prevista l’integrale delle sinfonie.

Ma in realtà si spazierà abbastanza, dal Barocco al Novecento. Con ospiti di rilievo come Misha Maisky che eseguirà le Suite per violoncello di Bach; il violinista Vadim Repin; l’affermata oboista tedesca Viola Wilmsen; poi la nostra Silvia Careddu, da poco nominata nuovo “primo flauto” dei Wiener Philharmoniker; fra i pianisti invece Fazil Say, Michail Lifits, Lukas Geniusas e Alessandro Lucchetti; la fisarmonicista lèttone Ksenjia Sidorova.

Tra i gruppi cameristici il rinomato Belcea Quartet ed il Novafonic Quartet, capeggiato da Gianmaria Melis (primo violino nell’orchestra del Teatro Lirico). Fra i direttori, il graditissimo ritorno di Alpesh Chauhan e Roberto Abbado, a cui vanno aggiunti Donato Renzetti, Gérard Korsten, Pietro Rizzo, Hansjörg Albrecht, Marco Guidarini ed Elio Boncompagni.

Cartellone, insomma, che rappresenta piuttosto bene i diversi repertori: sinfonico, concertistico e da camera. Previsti inoltre due nuovi progetti: un concorso dedicato a Giusy Devinu; e una partnership col Rotary Club e l’A.O. Brotzu per l’Umanizzazione delle cure.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative