Sassari, al Duomo gli auguri in musica per il Natale
In cattedrale il tradizionale concerto del Banco di Sardegna, sul palco Roberto Aronica
SASSARI. Ancora una volta il concerto di Natale del Banco di Sardegna ha fatto registrare un festoso tutto esaurito nella ormai tradizionale sede della Cattedrale di San Nicola, simbolo del cuore della città, del cuore più popolare ma anche – per certi aspetti – socialmente più trasversale. Il concerto da sempre è l’espressione dell’augurio natalizio che il Banco rivolge alla città intera, e quindi per sua natura i contenuti musicali non possono che essere dichiaratamente popolari.
Così è stato anche quest’anno, con il concerto tenuto dal tenore Roberto Aronica, accompagnato dall’Orchestra dell’Ente concerti Marialisa De Carolis diretta da Andrea Solinas. Formula vincente non si cambia, si direbbe, e in base a questo principio è stato definito il contenuto della manifestazione, che aveva per protagonista un tenore come Aronica dalle notevolissime potenzialità vocali, proveniente dalla grande scuola di Carlo Bergonzi, capace dunque di esprimere contenuti artistici di elevato spessore.
Anche il programma era improntato ad uno schema ormai collaudato: repertorio esclusivamente operistico che alternava qualche pagina orchestrale a celebri arie, nella cui scelta – ovviamente – non potevano mancare i luoghi deputati del repertorio tenorile, in particolare Verdi e Puccini, senza trascurare però il melodramma propriamente verista (Mascagni) e quello d’oltralpe (con il Bizet della Carmen). Dicevamo che Aronica sfoggia una grande qualità del canto, che eccelle soprattutto nella capacità di scolpire la parola e di conferire intensità dell’espressione. I suoi centri sono pastosi e omogenei, e il registro acuto è sempre squillante, ben a fuoco nel colore e mai stentoreo: insomma, tutte qualità da cui traspare la migliore tradizione del canto di scuola italiana.
Non a caso le migliori performances di Aronica le abbiamo apprezzate nel Verdi dell’aria “O tu che in seno agli angeli”, dalla “Forza del destino”, e poi nella romanza pucciniana “E lucean le stelle”, tratta dalla “Tosca”: due letture intense, vocalmente ineccepibili, sorrette da una linea di canto che si dipana con una grande naturalezza. Ne “La fleur que tu m’avais jetée”, dalla “Carmen” di Bizet, avremmo in tutta onestà apprezzato qualche nuance in più, un approfondimento più “francese” e meno “verista” del pezzo; mentre nella celebre Siciliana della “Cavalleria rusticana” di Mascagni Aronica ha sì esibito tutta la sua potenza vocale, ma anche un'accentazione un po’ forzata di alcune frasi, unitamente a una mancanza di condotta chiaroscurale di cui il pezzo ha comunque bisogno nonostante il canto a voce piena.
Andrea Solinas lo ha accompagnato in maniera diligente e sicura, non senza qualche eccesso dinamico, alla guida di un’ottima Orchestra del De Carolis che ha ben figurato anche nel Prelude della “Carmen” e nella Sinfonia della “Forza del destino”. Alla fine il pubblico ha goduto anche di due pezzi fuori programma, il classico e prevedibile “Nessun dorma” e un altrettanto classico “Bianco natale” nella raffinata versione curata da Fabio Manconi.
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