L’arte di Manu Invisibile contro la paura
Lo street artist sardo è stato incaricato dal Comune di Milano di decorare le barriere antiterrorismo in piazza del Duomo
MILANO. Difendersi dal terrorismo rimanendo noi stessi, non permettere alla paura di rinchiuderci nelle nostre case. Questo è lo spirito dell’iniziativa di street art diffusa nel Comune di Milano. I new jersey ubicati in tutta la città per questioni di sicurezza, sono diventati in pochi giorni opere d’arte che arricchiscono il patrimonio artistico di Milano. Il primo intervento è partito in Piazza del Duomo con l’opera “Navidad” realizzata dallo street artist sardo Manu Invisibile, che attraverso sfumature cromatiche ha voluto simboleggiare la famiglia dipingendo due renne (madre e figlio).
Manu Invisibile è stato autore di diversi interventi a Milano. «Vivo qui da più di tre anni – dice al telefono– e il Comune ha coinvolto me ed altri artisti in diversi progetti, sono molto legato a quello che ha battezzato il piazzale delle Donne Partigiane, un luogo anonimo delimitato da un grande muro di cemento che io ed altri muralisti abbiamo dipinto. Sono intervenuto con una mia opera anche in piazza Schiavone nella zona della Bovisa».
Quest’ultimo intervento in piazza Duomo si è caricato di una forte valenza proprio nei giorni delle festività, come ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza: «abbiamo deciso di partire con l’iniziativa subito dopo la cattura di Anis Amri a Sesto San Giovanni, per far vivere un Natale più sereno ai cittadini nonostante l’insidia terrorismo». Per Manu Invisibile un progetto coinvolgente. «Amri ha perso la vita a Sesto San Giovanni alle porte della città nella sparatoria con gli agenti della polizia – racconta – . Sono stati momenti di tensione, ma io ho aderito subito, si sapeva che il terrorista poteva essere in Italia e a pochi passi da noi. Ho lavorato in una piazza presidiata da un grande spiegamento di forze dell’ordine che è aumentato con la notizia della morte di Amri. Sono stato guidato dalla profonda convinzione che l’arte per la nostra storia è sempre stata un modo di reagire alla negatività che il mondo ci presenta ogni giorno – prosegue l’artista sardo –. E io ho sempre usato la creatività contro l’ingiustizia e la violenza». L’artista ha sempre lavorato mascherato, sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine, per non tradire l’anonimato a cui è rimasto fedele, scelta condivisa da molti altri sreet artist, come Banski, Ericailcane e Blu, per citare i più famosi. Manu Invisibile è diventato il simbolo dell’arte di strada l’anno scorso, quando la Cassazione ha rigettato l’accusa di vandalismo mossagli per un suo dipinto su un muro periferico proprio a Milano. «Non è vandalismo è arte» disse la Suprema Corte con una sentenza storica. In questi giorni l’artista è intervenuto anche sui prefabbricati ubicati in Piazza Fontana e ai piedi del prestigiosissimo Bosco Verticale situato nel Centro Direzionale di Milano nel quartiere Isola.
A partecipare all’iniziativa anche il writer Frode che ha raffigurato attraverso una visione personale un riccio e Berto 191 che ha dipinto un paesaggio boschivo e altri artisti.
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