Marco Vannini: «Mancano i trasporti e l’accoglienza»
SASSARI. «Il discorso va inquadrato bene: se ci si chiede se la Sardegna sia in possesso di tutte le componenti per un lancio in grande stile del turismo culturale, ebbene la risposta è no....
SASSARI. «Il discorso va inquadrato bene: se ci si chiede se la Sardegna sia in possesso di tutte le componenti per un lancio in grande stile del turismo culturale, ebbene la risposta è no. Sicuramente è vero che abbiamo un patrimonio interessante e poco valorizzato, ma sono necessarie altre condizioni». L’economista Marco Vannini frena gli entusiasmi e propone una lettura differente: alla Sardegna manca un sistema e forse anche qualche componente fondamentale. «Intanto i diversi asset culturali dovrebbero essere comunicati in maniera omogenea e non con dei criteri a caso – dice -, altrimenti succede che gran parte del patrimonio non viene valorizzata. Inoltre mi sembra che si sia sempre scelto di privilegiare gli eventi rispetto ai luoghi e agli spazi espositivi e questo, a mio parere, dipende dal fatto che i ritorni di certe scelte sono a medio e lungo termine, quindi poco produttive per l’amministratore che le prende. Eppure l’esperienza dimostra che, quando si è agito in quel senso, i risultati sono stati brillanti e prolungati nel tempo. La politica quindi deve rompere la tendenza al breve periodo e avere il coraggio di programmare investimenti pluriennali. Altro fattore è l’esiguità delle risorse: si fa tanto parlare della cultura, ma rispetto a quello che viene destinato alla sanità o alle infrastrutture pubbliche parliamo di poca cosa e sarebbe il caso di fare un riequilibrio. Anche il ruolo dei soggetti privati è minimo, vero che in Sardegna non sono in tanti a poter fare certi interventi, ma si muovono poco, sia per scarsa voglia sia perché non adeguatamente coinvolti». E poi c’è il problema del sistema complessivo: «I turisti prima devi portarli nei luoghi, poi devi anche dar loro da mangiare, e bene, e poi trovargli un posto dove dormire: non sono mondi separati - conclude Marco Vannini -. Da noi manca spesso il complemento dell’accoglienza, eppure anche in questo caso è dimostrato che le situazioni nelle quali vengono messe insieme cultura e accoglienza sono quelle che vanno molto meglio». (r.s.)
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