L’amico più caro: «Manca a tutti noi»
“Giulio era un mito per tutti i guasilesi. Tutti ne traiamo vanto, quando si cita la civiltà contadina che qui è ancora radicata si cita Giulio, tutte la nostra toponomastica, del villaggio e delle...
“Giulio era un mito per tutti i guasilesi. Tutti ne traiamo vanto, quando si cita la civiltà contadina che qui è ancora radicata si cita Giulio, tutte la nostra toponomastica, del villaggio e delle campagne, è condensata nelle migliaia di pagine dei suoi capolavori, dalle “Fiamme di Toledo” a “La pelle intera”, da “Doppio cielo” a “Sulla faccia della terra”». Così Salvatore Atzori, coetaneo e da sempre amico dello scrittore. «Da noi – continua – ci sono sempre Marietta e signor Degortes, il cavaliere don Agostino Deliperi e il ragionier Cavalla, zio Virgilio e zia Ofelia». Tornano i nomi dei cavalli: Gioiellu e Baieddu, Mustafà e Perigungia. Passano i trattori, i cingolati, non c'è più traccia di “su carru cun cubalis”, né di “giualis” e di “carr'e bois”. Oggi a Fraus c’è l'Internet Point. In via Brigata Sassari, dove c’è la casa natale dei Angioni, due donne parlano di «Giulio, l’amico e il poeta del paese». Tra piazza Gramsci e piazza Trexenta, in un sabato di mercato paesano, passano i contadini del Duemila. Parlano di Giulio. Si chiedono se sarà sepolto qui, «nel suo cimitero». No, a Settimo. Lo salutiamo a Settimo, Fraus del Campidano. Anche qui campi di grano e mandorli. Anche qui «la morte è la sola cosa davvero sovrumana». (g.m.)
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