La Nuova Sardegna

“Fuocoammare” in corsa nei documentari

di Fabio Canessa
“Fuocoammare” in corsa nei documentari

Il film di Gianfranco Rosi su Lampedusa rientra dopo la prima bocciatura, “La La Land” si prepara a fare incetta di premi

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SASSARI. Dopo i sette Golden Globes su sette candidature, “La La Land” si prepara a fare la voce grossa anche ai prossimi Oscar. Intanto, in vista della cerimonia prevista per il 26 febbraio, raddoppia le nomination. Ieri l'annuncio dell'Academy ha rivelato che sono ben quattordici le categorie nelle quali concorre il film diretto da Damien Chazelle. Record. Lo stesso numero di quelle avute, diciannove anni fa, da “Titanic” di James Cameron che poi si portò a casa undici statuette. Altro record (in condivisione con “Ben-Hur” e “Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re”) che “La La Land” mette ora nel mirino. E che può sicuramente almeno avvicinare.

La storia con protagonisti Ryan Gosling nei panni di un pianista jazz ed Emma Stone in quelli di un’aspirante attrice, ha stregato un po' tutti dalla sua primissima apparizione alla Mostra del cinema di Venezia dove è stato presentato in anteprima e scelto come film d'apertura (e in questo senso, per la gioia del direttore Barbera, si conferma sempre più diretto il rapporto del Lido con i grandi premi del cinema americano). Incetta di nomination che è anche un bel trampolino di lancio per l'uscita nelle sale italiane in programma da domani. Il principale rivale agli Oscar del musical di Damien Chazelle sembra poter essere “Moonlight” di Barry Jenkins, racconto della vita difficile di un giovane afroamericano diviso in tre capitoli - infanzia, adolescenza ed età adulta - che ha raccolto sette candidature. Cinque a testa quelle invece ricevute dal convincente dramma familiare “Manchester by the Sea” di Kenneth Lonergan e dal film bellico “La battaglia di Hacksaw Ridge” di Mel Gibson. L'attenzione dell'Academy all'ultimo film del noto attore e regista è forse la sorpresa maggiore del giro di nomination della 89esima edizione degli Oscar. Quattro titoli, quello già citati, che fanno parte della cinquina relativa alla miglior regia completata da “Arrival”, affascinante opera di fantascienza del canadese Denis Villeneuve. Cinquina che però nella categoria più attesa, quella del miglior film, si allarga a nove titoli: posso sperare infatti nell'ambita statuetta anche “Barriere” di Denzel Washington, “Hell or High Water” di David Mackenzie , “Il diritto di contare” di Theodore Melfi , “Lion” di Garth Davis . Come sempre sarà l'ultimo Oscar assegnato nella lunghissima notte della cerimonia.

Qualche ora prima si saprà se nella sezione dedicata ai documentari ce l'avrà fatta “Fuocoammare”, il lavoro di Gianfranco Rosi sugli sbarchi a Lampedusa, rimasto fuori nella corsa al riconoscimento come miglior straniero dove se la dovrebbero giocare il tedesco “Toni Erdmann” di Maren Ade e l'iraniano “Il cliente” di Asghar Farhadi. Curioso vedere poi se nella categoria dei lungometraggi d'animazione, dove il riconoscimento finisce per andare sempre a produzioni americane, potranno spuntarla opere come il franco-svizzero “La mia vita da zucchina” o il belga-giapponese “La tartaruga rossa”.

Oltre ai film, a catturare grande interesse sono come sempre le performance degli interpreti. Tra gli attori protagonisti grande favorito per l'Oscar appare Casey Affleck (Manchester by the Sea), seguito da Ryan Gosling (La La Land). Cinquina completata da Andrew Garfield (La battaglia di Hacksaw Ridge), Viggo Mortensen (Capitan Fantastic) e Denzel Washington (Barriere). Tra le attrici la lotta sembrerebbe essere invece tra Isabelle Huppert (Elle) ed Emma Stone (La La Land). Ci sono anche Ruth Negga (Loving), Natalie Portman (Jackie) e l'eterna Meryl Streep (Florence) che arriva alla sua ventesima nomination. Sorprende l'assenza di Amy Adams, tra le interpreti dell'anno con due film importanti visti a Venezia come “Arrival” e “Animali notturni”, quest'ultimo ignorato dall'Academy se si esclude la candidatura di Michael Shannon nella categoria attore non protagonista. Come dimenticato risulta “Silence “ di Martin Scorsese, presente solo per la fotografia. Tra le curiosità da segnalare come siano candidati diversi interpreti di colore (dopo le polemiche dell'anno scorso) e come tra gli italiani in nomination ci siano anche, per il make up di “Suicide Squad”, Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregoriani.

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