Il crimine nella baia dorata: anche il surf ha un lato oscuro
L’investigatore Daniels in “L’ora dei gentiluomini”, ultimo romanzo di Winslow Lavoro ben costruito che demistifica l’idillio della filosofia sulla vita sul mare
Con l’ultimo romanzo di Don Winslow, “L’ora dei gentiluomini” (Einaudi, 376 pagine, 19 euro), ritroviamo l’investigatore privato Boone Daniels, già protagonista del precedente “La pattuglia dell’alba”.
E torniamo nella stessa San Diego, capace di nascondere dietro la bellezza dei suoi tramonti sulla baia un frenetico lato oscuro, in cui violenza e corruzione operano incessanti tra le vie dei bassifondi.
Ma al centro di tutto c’è ancora, naturalmente, il surf. A tratti sembra di essere sul set di un film come “Point Break” di Kathryn Bigelow: per la caparbia insistenza su quella che sembra essere una vera e propria sociologia dei surfisti.
Perché il surf nel sud della California è scelta e non stile di vita, con i suoi riti, codici, gerarchie, gergo; quasi una filosofia, che restituisce all’ “iniziato” un posto nel mondo (e anzitutto tra gli elementi della natura) anche quando egli è lontano dalla tavola. Boone Daniels ha infatti una sua famiglia, quella della “Pattuglia dell’alba”, di cui fanno parte Dave the Love God, High Tide, il poliziotto Johnny Banzai, Hang Twelve e Sunny Day. I nomi della famiglie vengono dalla cronologia dei turni della giornata del surfista: se “La pattuglia dell’alba” apre le danze, a seguire arriva l’ “Ora dei gentiluomini”, «antica istituzione del surf»: tra loro i «vecchi veteranos: pensionati, medici, avvocatie imprenditori di successo che non devono lavorare dalle nove alle cinque».
La pacifica vita dei frequentatori delle spiagge di San Diego viene però improvvisamente travolta dall’omicidio di una delle figure più carismatiche tra i maestri della tavola, l’hawaiano Kelly Kuhio, avvenuto dopo una rissa sedata, poco fuori dal locale culto di tutti i surfisti della zona. La soluzione appare subito semplice: i giovanissimi della gang della baia di La Jolla, proprio quelli che avevano agitato la serata nel locale, si sarebbero vendicati di chi, per autorevolezza, li aveva mandati via.
Ma la verità è estremamente più complessa, dietro l’omicidio c’è una realtà criminale molto più grande, Boone Daniels cercherà di farvi luce attraversando la cortina di corruzione e omertà che abita la città e che, purtroppo, coinvolge anche suoi amici.
Un romanzo di genere ben costruito e ben ambientato, che ha il merito, con il procedere delle indagini, di demistificare ogni idillio panteista della filosofia del surf, restituendoci invece le ruvide maschere delle relazioni umane, i loro segreti insospettabilmente celati e l’insopprimibile prepotenza del proprio interesse.
Senza dimenticare che sull’acqua o nella vita si è sempre irrimediabilmente soli.
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