La Nuova Sardegna

«Nei miei libri l’amore giovane tra dubbi e ansie»

di Fabio Canessa
«Nei miei libri l’amore giovane tra dubbi e ansie»

Parla la scrittrice sassarese Ilaria Satta Le sue storie dal web all’edizione su carta

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SASSARI. «Quando inviai via mail i primi capitoli di questa storia a una mia amica, le scrissi che probabilmente sarebbe stata la mia unica lettrice». Si sbagliava Ilaria Satta, operatore socio-assistenziale sassarese che a 33 anni si è scoperta scrittrice. Esattamente un anno fa stava finendo di pubblicare su Wattpad gli ultimi capitoli del suo primo romanzo: “Aspettavo te”. E il numero di letture fatte registrare sulla piattaforma che unisce la più grande comunità di scrittori e lettori del web, continuava a crescere velocemente. Il consiglio dell'amica di provare a pubblicare a puntate sulla social community, dove sono nati fenomeni come Anna Todd, aveva funzionato. Superate le 500mila visualizzazioni, la decisione di ritirarlo da Wattpad anche perché nel frattempo la pubblicazione della storia completa in ebook all’inizio dell’estate aveva portato subito il romanzo nelle classifiche degli store online come Amazon. Il successo del formato digitale ha aperto la strada all’uscita del cartaceo, disponibile da qualche settimana nelle librerie (casa editrice Lettere Animate, 481 pagine, 15 euro). Un libro che parla di sentimenti ed emozioni di adolescenti e giovani, ma non solo. È una storia di crescita, di dubbi e di scelte quella con protagonista Sarah. Dopo la morte della madre, la sua vita trascorre tra libri e banchi di scuola. Timida e riservata, è molto diversa dalla sorella, la ribelle Linda. La sua vita cambierà con l’arrivo del figlio della nuova compagna del padre: Akira. Sono loro, anche se non mancano personaggi secondari importanti, i protagonisti del romanzo che ora Ilaria Satta può anche tenere tra le mani in un voluminoso libro: «Fa un certo effetto – racconta l’autrice sassarese – vedere adesso raccolta in un libro cartaceo questa storia, pensare al percorso che ha fatto da quando un anno e mezzo fa ho iniziata a scriverla».

Visto il successo, c’è un po’ di rimpianto di non aver provato a scriverla prima?

«A pensarci oggi, magari sì. Ma vuol dire che probabilmente non ero pronta».

Ma cosa ha significato per lei mettersi a scrivere questo romanzo?

«Ho sempre scritto, sin da piccola. Tenevo dei diari dove annotavo le cose che mi succedevano, analizzavo i comportamenti, elaboravo le tipiche sofferenze dell’adolescenza. Poi per tanti anni ho smesso, sommersa dagli impegni della vita quotidiana. Riprendere a scrivere è stato importante per superare un momento difficile. Una terapia».

E la storia con protagonisti Sarah e Akira com’è nata?

«Arriva da molto lontano. Sono appassionata di manga e anime e da adolescente mi ero innamorata di un personaggio dei cartoni animati giapponesi: Akira di “Devilman”. Tanto da immaginare una storia che vedeva protagonista un ragazzo con lo stesso nome. E alcune linee guida del romanzo affondano proprio le radici in quell’idea di tanti anni fa, in personaggi che mi sono rimasti sempre in testa. Ovviamente gran parte della storia l’ho inventata durante la stesura dei vari capitoli che formano il libro, però l’origine è quella. E tra l’altro molte lettrici mi dicono che la storia sembra quella di un manga».

Quali sono ora i suoi nuovi progetti?

«Sto scrivendo il sequel di “Aspettavo te” che si intitola “Ti aspetto”. Anche in questo caso l’ho iniziato su Wattpad».

Come si riallaccia al suo romanzo d’esordio che ha conquistato tanti lettori?

«Riprende la storia subito dopo la fine del primo. Racconta le vacanze, non poco movimentate, dei quattro protagonisti. Fra nuovi incontri e vecchie conoscenze. Il tema principale è la lontananza, la difficoltà e gli equivoci ad essa collegati».

Ma è cambiato il suo approccio alla scrittura ora che ha un pubblico che la segue con regolarità?

«Cerco di essere più continua, ma per il resto non è cambiato. Non preparo scalette, è tutto nella mia testa e a seconda dell’ispirazione del giorno procedo più o meno spedita».

E il sogno nel cassetto adesso qual è?

«Non mi faccio illusioni, ma se devo sognare: affermarsi all’estero. C’è in progetto la versione inglese di “Aspettavo te”. Sto facendo tradurre il romanzo da una professionista e a breve sarà pronto».

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