Se ne va un altro grande: è morto Tzvetan Todorov
PARIGI. Un altro dei grandi pensatori del Novecento se n’è andato. È morto ieri a Parigi, un mese prima di compiere 78 anni, Tzvetan Todorov, teorico della letteratura di origine bulgara...
PARIGI. Un altro dei grandi pensatori del Novecento se n’è andato. È morto ieri a Parigi, un mese prima di compiere 78 anni, Tzvetan Todorov, teorico della letteratura di origine bulgara naturalizzato francese, noto anche per i suoi studi antropologici e di storie delle idee. Todorov era malato da tempo. Nato nel 1939 a Sofia, in Bulgaria, si era trasferito nel 1963 a Parigi. Allievo di Roland Barthes, studioso anche dell’universo concentrazionario e dei totalitarismi, Todorov ha sempre denunciato i lati oscuri della modernità.
Tra i suoi libri più importanti ci sono «La letteratura fantastica» (Garzanti, 1970), «La conquista dell’America. Il problema dell’altro» (Einaudi, 1984), «Noi e gli altri. La riflessione francese sulla diversità umana» (Einaudi, 1989), «Michail Bachtin» (Einaudi,1990), «Di fronte all’estremo» (Garzanti, 1991). In Italia il suo ultimo libro, «Resistenti», è uscito per Garzanti l’anno scorso. Racconta la passione civile e i destini di otto dissidenti esemplari, di otto indomiti ribelli: Etty Hillesum, la giovane deportata ad Auschwitz, l’oppositrice antinazista Germaine Tillion, i grandi scrittori russi Boris Pasternak e Aleksandr Solženicyn, i paladini dei diritti dei neri Nelson Mandela e Malcolm X, il pacifista israeliano David Shulman, Edward Snowden, l’informatico che ha svelato l’attività di intrusione e spionaggio dell’Amministrazione americana.
Sui rischi che corre il mondo contemporaneo, in una recente intervista Todorov aveva detto: «Dobbiamo evitare di diventare anche noi dei “barbari”, di diventare torturatori come quelli che ci odiano. Il multiculturalismo è lo stato naturale di tutte le culture. La xenofobia, le pulsioni sull’identità tradizionale sono scelte sbagliate. Una cultura che non cambia è una cultura morta».
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