I nuraghi di Cabras saranno esposti al pubblico
Da giovedì prossimo il Museo civico ospiterà i due reperti rinvenuti a Mont’e Prama alla fine del 2016
CABRAS. Giovedì prossimo, con una cerimonia in programma alle 10.30 nel Museo Civico l’amministrazione Comunale e la Soprintendenza di Cagliari presenteranno ed esporranno al pubblico i due modelli di nuraghe, rinvenuti durante i saggi effettuati nei terreni privati di Mont’e Prama tra novembre e dicembre 2016, e alcuni reperti (frammenti di statua) restituiti dall’area nel 2014.
I manufatti, che sono stati sottoposti soltanto a una semplice ripulitura, saranno presentati in una nuova esposizione temporanea. Il restauro vero e proprio sarà effettuato successivamente. «I reperti, specialmente i modelli di nuraghe - ha spiegato il direttore degli scavi , l’archeologo Alessandro Usai - sono stati soltanto ripuliti dalla terra che li ricopriva. Il restauro è un’altra cosa, e sarà effettuato più in là». Intorno ai due modelli di nuraghe, del tipo ottolobato più una torre centrale, l’interesse degli studiosi è molto elevato. Si tratta infatti di esemplari unici con quelle caratteristiche, uno dei quali, quasi integro, si presenta con due elementi conici ancora in sede. Quei reperti, i più grandi finora rinvenuti a Mont’e Prama (alti più di un metro e sessanta, del peso di circa duecento chili), oltre ad essere oggetto di ammirazione per la loro perfezione, rappresentano anche una testimonianza diretta del luogo in cui sono stati rinvenuti, e potrebbero essere destinati a far luce sull’organizzazione sociale e sui fatti accaduti nel tempo a chilvi abitava oltre 3 mila anni fa. «L’esposizione temporanea dei nuovi rinvenimenti - spiega il sindaco Cristiano Carrus - testimonia ancora una volta l’impegndella Soprintendenza e del Comune, che insieme alla Regione guidano lo sviluppo dei progetti scientifici ed espositivi sul complesso di Mont’e Prama». Il fatto che i modelli di nuraghe e gli altri reperti vengano esposti al pubblico prima dell’inizio della primavera,, è indicativo dell’interesse crescente intorno al sito, oggi sicuramente uno dei più importanti del Mediterraneo. Sulla ripresa degli scavi non si sa ancora nulla. Alla nuova campagna dovrebbero collaborare anche gli atenei di Cagliari e Sassari e alcuni detenuti del carcere di Massama. «In questo periodo siamo impegnati nella catalogazione e nel disbrigo delle attività amministrative - precisa Alessandro Usai -. Della ripresa degli scavi si parlerà più avanti».(p.m.)
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