Kounellis, pittore dell’Europa moderna
Roma, ieri il funerale di un grande artista che amava Napoli e l’Italia
ROMA. L'ultimo saluto al grande maestro Jannis Kounellis, «pittore moderno, uomo antico», si è svolto ieri nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, dove il maestro di origini greche aveva realizzato nel 2013, secondo la sua cifra, un'importante installazione ambientale. A partecipare, una folla di amici, colleghi (molti i giovani), critici e storici dell'arte, rappresentanti delle istituzioni (soprattutto del passato), collezionisti uniti commossi intorno alla famiglia.
«Gli volevamo tanto bene», dice entrando in chiesa il presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri. Per lui, prosegue, «avevamo un progetto importante, di cui avevamo parlato negli ultimi mesi. Ora troveremo un modo per onorarlo», un'iniziativa che «riconosca a Jannis il posto avuto nell'arte contemporanea italiana, europea e non solo». «È stato un grande maestro, un grande uomo, una grande persona - conclude la Melandri - e non sempre queste cose coincidono». «È stato forse il più grande artista vivente», sussurra Antonio Bassolino, l'ex governatore della Campania ed ex sindaco di Napoli, regione e città amatissime da Kounellis, dove fin dagli anni '60 aveva lavorato. Tra i «più grandi pittori dell'Europa moderna, poeta dell'immagine» anche per il critico d'arte Bruno Corà, il quale ha voluto sottolineare «la parabola straordinaria della sua vita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
