Il carnevale barbaricino sugli schermi delle tv Usa

SASSARI. La Barbagia, il suo carnevale, l'artigianato legato alle maschere della tradizione. Simboli della Sardegna che Pietro Mereu vuol portare in America. «Diamo per scontato che tutti conoscano...

SASSARI. La Barbagia, il suo carnevale, l'artigianato legato alle maschere della tradizione. Simboli della Sardegna che Pietro Mereu vuol portare in America. «Diamo per scontato che tutti conoscano la nostra cultura, ma non è così» spiega il regista di Lanusei, pronto a partire con un nuovo progetto che si presenta nella duplice veste di documentario diretto alla promozione turistica da una parte e come ricerca antropologica dall'altra. Al via oggi le riprese con una troupe statunitense messa insieme grazie alla collaborazione tra l'ogliastrina Ilex Production e la newyorchese Mad Dog Films, Inc. già attiva dagli anni Novanta con documentari per Discovery, Travel Channel, Science Channel, Tlc, Espn, Hbo.

Volto del programma televisivo sarà Norma Vally, nota conduttrice televisiva americana di origine italiana. «Durante un lavoro in Sicilia - racconta Pietro Mereu - ho conosciuto la cugina di Norma. Da lì è partito tutto, l'idea di creare un format dal titolo “Italian Masters” pensato come un viaggio nel grande artigianato». Il progetto va infatti oltre a questo documentario sulla Sardegna. Secondo le intenzioni del regista dovrebbe articolarsi in una serie di puntate, ognuna dedicata a una regione diversa. «La formula- sottolinea - è quella di partire da un grande evento per poi soffermarsi su particolari aspetti dell'artigianato locale. Così ho pensato come evento per Venezia alla regata storica, per Firenze al calcio storico fiorentino». Intanto la puntata pilota guarda alla Sardegna e al suo carnevale. Un viaggiotra riti ancestrali, antiche tradizioni, produzioni artigianali ed enogastronomiche. Un percorso che partirà da Mamoiada, con la visita al museo delle maschere del Mediterraneo e al laboratorio Mameli che si occupa sia di Mamuthones sia di Issohadores, e farà poi tappa a Ottana alla bottega di Franco Maritato che mostrerà alla troupe la genesi della maschera de Su Boe. Previste riprese anche in laboratori artigianali di Sedilo, Tonara, Gavoi e per quanto riguarda l'aspetto enogastronomico e delle danze folk a Oliena.

L'idea di Mereu è stata accolta con interesse dalla Film Commission Sardegna, dalle comunità locali e da privati. «Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e che offerto un contributo economico o semplicemente ospitalità» precisa il regista che sarà accompagnato da Claudia Curreli e da Damiana Senette, quest'ultima in video con Norma Vally. Una nuova sfida dunque per Pietro Mereu, sempre molto attivo. Con la Ilex Production ha già realizzato il documentario “Il club dei centenari”. Tra gli altri suoi lavori “Il clan dei ricciai”, la storia di un gruppo di pescatori di ricci cagliaritani che hanno avuto tutti problemi con la giustizia, e “Disoccupato in affitto”, uno spaccato sull'Italia della crisi.(f.c.)

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