La Nuova Sardegna

L’Opificio delle pietre dure apre a Li Punti: a Sassari una Scuola di alta formazione per restauratori

di Paolo Curreli
Un restauro nel Centro di Li Punti
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Un restauro nel Centro di Li Punti

 Maura Picciau: «Arriveranno allievi da tutto il mondo e lavoreranno anche sui frammenti raccolti a Mont ’e Prama»

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SASSARI. Maura Picciau, direttrice della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari, Olbia-Tempio e Nuoro, lascia il suo incarico per andare a ricoprire il ruolo di direttore scientifico dell’Isre di Nuoro. Ieri in una conferenza stampa la storica dell’arte ha spiegato: «Ho raccolto molto, qui a Sassari, perché molto si era seminato». E il raccolto è di tutto rispetto, prevede l’accordo con la direzione generale educazione e ricerca del Mibact e la sua segreteria regionale, le Soprintendenze regionali sarde, l’Istituto superiore centrale per il restauro e l’Opificio delle pietre dure per dare il via alla Scuola di Alta Formazione nel Centro di restauro di Li Punti.

«Un centro enorme con un altissimo potenziale di competenze e attrezzature – ha precisato la Picciau –. L’accordo prevede la Scuola di Alta Formazione per il restauro in collaborazione con la Regione Sardegna e la Provincia di Sassari, l’organizzazione di attività formative da parte dell’Opificio delle Pietre Dure per operatori del restauro in Sardegna e di stage presso il Centro destinati a studenti dell’Opificio, infine la ripresa, presso il Centro di Li Punti, delle attività di restauro del complesso scultoreo di Mont ’e Prama in corso di scavo».

Proprio il prestigio derivato dal restauro dei Giganti – un delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni– aveva dato nel 2012 l’impulso per un protocollo d’intesa tra la Regione, il Ministero e la Provincia di Sassari.

L’accordo del 2012 recitava: «Per i risultati ottenuti con il progetto di restauro delle sculture monumentali (...). Deve nascere una scuola per la necessità di promuovere esperti della conservazione in una regione come la Sardegna ricca di beni ma carente di queste figure professionali, figure di esperti che potranno essere al servizio dell’intero bacino del Mediterraneo».

L’accordo ha subito uno stop in attesa dell’accreditamento nazionale fino a che Maura Picciau e Daniela Rovina responsabile del Centro, hanno rimesso in moto la macchina con una lettera all’Opificio di Firenze.

La risposta non si è fatta attendere: «Vi stavamo aspettando» hanno risposto dal prestigioso e antico Opificio, fondato nel 1588 dal granduca Ferdinando I de’ Medici. «Le aule sono pronte – ha detto ieri la soprintendente uscente –. Aspettiamo i tirocinanti dell’Opificio per l’anno accademico 2018/19. La nostra volontà e continuare nella tradizione che ha dato prestigio alla scuola del restauro italiana, la prima nel mondo. Un metodo oneroso che prevede molte lezioni teoriche e pratiche, perché gli studenti imparano facendo e intervenendo sui reperti». Fra i reperti su cui gli studenti lavoreranno ci sono le casse, custodite a Li Punti, con le migliaia di frammenti ritrovati a Monte Prama, e già catalogati, che andranno a completare numerose statue di Giganti. «L’Università di Sassari col professor Rubino è già coinvolta con un laboratorio per lo studio del Dna su alcuni reperti dalle sepolture di Mont ’e Prama – ha aggiunto la Picciau sottolineando –. Il mestiere di soprintendente ha ancora un senso, anche se spesso si caricano su questa figura pesi che andrebbero condivisi tra gli altri poteri dello Stato e con la comunità».

L’Alta Formazione porterà a Sassari e in Sardegna giovani di tutto il mondo, che si rivolgono alla scuola di eccellenza dell’Opificio di Firenze. «Arriveranno gli studenti e, cosa importante, i reperti del patrimonio sardo non dovranno più affrontare viaggi pericolosi per essere restaurati – ha concluso Picciau– . Potrà nascere anche una scuola specializzata nell’intervento sui reperti polimaterici del patrimonio etnografico della Sardegna, come la cestineria, i tappeti e l’abbigliamento tradizionale. Da sottolineare che il mercato assorbe completamente queste professionalità, la richiesta è altissima».

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