La Nuova Sardegna

COMUNICAZIONE

di Roberto Sanna

SASSARI. Tre istituti pubblici collegati per dipanare uno dei nodi più intricati di questi tempi: la comunicazione (vicendevole) tra chi governa e chi è il destinatario delle azioni e delle scelte...

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SASSARI. Tre istituti pubblici collegati per dipanare uno dei nodi più intricati di questi tempi: la comunicazione (vicendevole) tra chi governa e chi è il destinatario delle azioni e delle scelte della pubblica amministrazione. Nasce con questa struttura e questo scopo l’Osservatorio socio territoriale per la comunicazione pubblica, che vede l’intesa tra la Regione Sardegna e le due Università di Sassari e Cagliari. Il protocollo d’intesa è stato firmato ieri a Sassari, contestualmente a quello che può essere considerato il primo evento organizzato dalla nuova struttura: il seminario di studi sulle “Sfide della comunicazione pubblica nell’era digitale”, che ha visto anche la lectio magistralis del professor Mario Morcellini, commissario dell’Agicom e presidente della Conferenza nazionale di Scienza della comunicazione, che ha parlato di “Giornalisti e comunicatoridavanti alle sfide delle nuove tecnologie”. Una firma che, da un lato, segna lo striscione del traguardo di un anno e mezzo di lavoro fra i tre soggetti interessati e dall’altro apre uno scenario totalmente nuovo e fortemente innovativo. La spinta per la costituzione è arrivata dalla Regione, e in particolare dal presidente Francesco Pigliaru, da ieri l’Osservatorio è ufficialmente in vita e operativo: «Per noi è un motivo di orgoglio ospitare questo evento, proprio perché si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dalla Regione – ha detto il rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli –. I risultati del lavoro si vedranno solo col tempo, noi contribuiremo mettendo a disposizione i nostri ricercatori e le nostre intelligenze».

Perché l’Osservatorio. Assente per motivi istituzionali Francesco Pigliaru, a portare i saluti della Regione e ribadire la centralità della nuova struttura ieri pomeriggio è stata Michela Melis, dirigente della comunicazione generale: «Questa collaborazione con le due università per noi è molto preziosa ed è anche garanzia di qualità anche per le finalità pubbliche che ci proponiamo», ha voluto specificare preliminarmente, per entrare poi nello specifico del lavoro che dovrà essere svolto: «Siamo partiti dal fatto che, in particolar modo a partire dal 2003, abbiamo raccolto una quantità impressionante di dati, che sono ovviamente tutti certificati perché provenienti dalla pubblica amministrazione, abbiamo anche aggiunto un ufficio mobile che va in giro per la Sardegna per ascoltare quello che la gente ha da dire e prendere nota delle esigenze, e anche per fornire tutte le informazioni possibili su quello che noi facciamo. Quello che ci mancava era una metodologia per fare lo studio e l’analisi di questo materiale imponente dopo la prima fase della raccolta. Sicuramente si tratta di completare un lavoro che si presenta mirato e molto ricco di spunti ».

Gli obiettivi. È stata Antonietta Mazzette, sociologa e direttrice del Polcoming (Dipartimento di Scienze politiche, scienze della comunicazione e ingegneria dell’informazione) di Sassari a illustrare gli obiettivi dell’Osservatorio «che nasce dopo un anno e mezzo di gestazione - ha premesso - e mette insieme tre importanti istituti pubblici e unisce due atenei comunque molto distanti tra loro fisicamente. L’obiettivo è ambizioso: mettere insieme le scelte di governo con le esigenze del territorio. Un lavoro complesso prima di tutto per il metodo, ma che ci servirà anche per verificare e sperimentare idee nuove. Da una parte dovremo cercare di inserire nell’agenda della pubblica amministrazione le reali esigenze dei cittadini, dall’altra dovremo comunicare ai cittadini le scelte che vengono fatte da chi governa. Non è semplice perché si tratta di mettere in contatto due mondi distanti: in un momento nel quale la comunicazione sembra lontana dai fatti noi avremo il compito di avvicinare i fatti al governo».

Cabina di regia. La direzione è stata affidata all’ingegner Riccardo Porcu, direttore del servizio comunicazione istituzionale della Regione. Le finalità di questa cabina di regia sono esplicitate nell’articolo 3 del Protocollo, che la definisce «un organismo strumentale alla realizzazione dei fini del Protocollo».

I progetti. Sarà Camillo Tidore, docente di Sociologia dell’ambiente e deel territorio al Polcoming, a curare la parte scientifica dell’Osservatorio. E il suo programma è quello di una partenza soft e di un percorso di crescita graduale: «Quello di oggi è l’inizio del nostro percorso - ha spiegato - e lavoreremo utilizzando uno schemza con una cabina di regia e di un comitato scientifico che procederà con singoli progetti. Progressivamente il nostro lavoro ci porterà alla creazione della struttura, con la ricerca e la formazione che saranno per noi delle risorse essenziali. La comunicazione è un bene pubblico essenziale e tutte le nostre azioni saranno dirette a cercare di migliorare la capacità di governo ».

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