La Nuova Sardegna

Massironi dalla tv al teatro: «Nel segno della comicità»

di Monica De Murtas

L’attrice stasera al Comunale di Sassari in “Rosalyn” con Alessandra Faiella L’incontro fra due donne dai destini diversi: la scrittrice e l’addetta alle pulizie

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SASSARI. Va in scena questa sera alle 21 al teatro Comunale: “Rosalyn” di Edoardo Erba, ultimo titolo del cartellone di prosa Cedac in replica domani e venerdì alle 21 al CineTeatro di Olbia. La commedia, dai toni noir, ha come protagoniste due attrici molto amate dal pubblico per la loro originale verve comica: Marina Massironi e Alessandra Faiella. Volti noti del piccolo schermo e apprezzate attrici teatrali le due interpreti, che in tv hanno lavorato a programmi cult come “Mai dire Gol”, “Zelig”e tanti altri, sono questa volta impegnate in una messa in scena, di Nidodiragno e CMC per la regia di Serena Sinigaglia, che affronta il tema della solitudine e dell’alienazione della società contemporanea.

«Ho afferrato al volo l’opportunità – dice Massironi– perché la storia è davvero intrigante. Il testo di Edoardo Erba mi ha conquistato subito e condivido con Serena Sinigaglia la passione per il noir, un genere che lei sa sviluppare in modo affascinante». “Rosalyn” racconta l’incrocio casuale dei destini di due donne molto diverse: Esther (Massironi) una scrittrice americana di successo e Rosalyn (Faiella) una donna delle pulizie. L’incontro avrà esiti imprevedibili e metterà a nudo terribili segreti e sfumature inaspettate del carattere delle due protagoniste, con interessanti spunti di riflessione sulla condizione umana, l’ipocrisia e il peso delle convenzioni. Attrice, doppiatrice, presentatrice Marina Massironi figura femminile dell’esilarante trio composto da Aldo, Giovanni e Giacomo nella sua carriera ha vinto svariati premi tra cui un David di Donatello e un Nastro d’Argento per il film “Pane e tulipani”. «Il doppiaggio per me è stato un’esperienza fondamentale –prosegue Massironi – specialmente quello dei cartoni animati, dare una voce credibile ad una carotina o ad una foglia (dice ridendo n.d.r) ti fa imparare molto. Amo la comicità e ne ho grande rispetto, molti la considerano una forma di recitazione di serie B eppure per fare ridere la gente bisogna avere tecnica e una sorta di istinto per il ritmo e la battuta. I tempi comici poi sono un grande mistero, a volte basta allungare la pausa di qualche istante perché l’effetto sul pubblico cambi completamente. La mia natura malinconica mi porta spesso ad interpretare anche le corde più drammatiche come avviene in questo lavoro dove tragedia e commedia si fondono insieme».

In “Rosalyn” il filo della narrazione si spezza e ricompone attraverso diversi flashback, la storia delle due protagoniste scorre a ritroso, tra frammenti di ricordi, humour nero, interrogativi e dubbi, sul filo della suspense. «Con Alessandra Faiella – conclude Massironi – abbiamo vissuto insieme tante avventure televisive ma questa è la nostra prima volta in teatro ed è anche la prima volta che recitiamo a Sassari. Due debutti in uno. Nella storia interpretiamo ruoli speculari densi di sfumature che hanno regalato ad entrambe un’esperienza professionale molto intensa. La televisione? Ormai non offre più le opportunità di una volta. I talk show non mi interessano e i contenitori dedicati alla comicità sono diventati dei cataloghi dove presentare il proprio prodotto: un monologo e via. Molto meglio il cinema e il teatro».

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