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La dura stagione del femminismo

La dura stagione del femminismo

Alghero, chiude la rassegna cinematografica “Se permettete parliamo di donne”

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ALGHERO. Militanza pura e più oscuro lavoro ai fianchi. Esaltazione e disillusione. Conquiste e obiettivi ancora da raggiungere. Prosegue il viaggio nella storia del movimento femminista proposto dalla Società Umanitaria di Alghero con la rassegna “Se permettete, parliamo di donne”. Dopo le tre serate nella sala conferenze de Lo Quarter, il percorso tra interessanti documentari si conclude oggi al Miramare con “Femminismo” di Paola Columba.

La serata, organizzata in collaborazione con la Rete delle Donne - che gestirà il dibattito con l'autrice dopo il film - comincerà alle 19,30 con la proiezione di questo documentario che parte nel passato dal cuore del movimento fino ad arrivare alle nuovissime generazioni. Più delimitato nel tempo, in particolare al fondamentale periodo tra il 1967 e il 1977, il lungometraggio “Ragazze – La vita trema” che ha aperto domenica il ciclo di proiezioni dopo l'appuntamento inaugurale della rassegna (lo spettacolo di Arianna Porcelli Safonov). Il racconto di un'epoca che ha segnato la storia recente, costruito dalla regista Paola Sangiovanni partendo dalla memoria di quattro donne, allora ragazze, protagoniste del movimento femminista. Alessandra, Marina, Liliana e Maria Paola hanno provenienze geografiche, culturali e sociali diverse. A Roma passarono «un periodo di vita così entusiasmante, rivoluzionario nel vero senso della parola, laddove per tappe ottieni mutamenti, e mutamenti durevoli, che hanno cambiato il volto sia delle nostre vite che del paese in cui vivevamo e in cui viviamo». Così dice una di loro, Liliana Ingargiola, in un momento del film (realizzato nel 2009) che mescola i ricordi delle protagoniste a potenti immagini di repertorio, provenienti da archivi audiovisivi in parte privati e inediti. Ognuna porta la sua esperienza, diversa, ma tutte sono unite dalla battaglia intrapresa per poter cambiare e decidere del proprio destino. La soddisfazione per le battaglie vinte, la delusione per quello non ancora ottenuto, l'amarezza nel ricordo di tragici fatti come l'uccisione di Giorgiana Masi nel luglio 1977 che non a caso chiude il documentario di Paola Sangiovanni.(f.c.)

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