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Viaggio nel Dna di jazz e rock: un live da palco internazionale

Viaggio nel Dna di jazz e rock: un live da palco internazionale

SASSARI. È stato un tributo alla musica senza confini stilistici, né gabbie formali o etichette storiche e geografiche il grande ritorno di Colin Towns in Sardegna che ha presentato in una Sala Sassu...

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SASSARI. È stato un tributo alla musica senza confini stilistici, né gabbie formali o etichette storiche e geografiche il grande ritorno di Colin Towns in Sardegna che ha presentato in una Sala Sassu gremita “My music jouney”. Due ore di concerto per 15 brani da assaporare pezzo dopo pezzo immersi in una scaletta geniale quanto imprevedibile. Si parte con l’energia di “Human Nature”, successo di Michael Jackson, per poi passare ai ritmi serrati di “Rosencranz and Guildestein are dead” sino all’evocativo “The Cripple of inishmaan”.

Jazz e musica rock si mescolano nel concerto-evento che lascia spazio anche a sperimentazioni e dissonanze ritmiche. Di ogni brano originale colpisce il ricco bagaglio “cromosomico” di stili che diventano identità unica, elementi di un viaggio sensoriale tra i colori dell’armonia classica, i contrasti cromatici del jazz, i guizzi variopinti degli assoli. Recettiva e in simbiosi perfetta con la direzione di Towns un’ OJS in splendida forma riesce ad interpretare perfettamente l’anima del progetto negli sferzanti passaggi ritmici e nelle armonie d’insieme. Grande spazio nella partitura di Towns al virtuosismo e agli acclamati assoli dei musicisti della big band.  Ad impreziosire ulteriormente il progetto la guest star Maria Pia de Vito che “suona” la voce come uno strumento da amalgamare all’orchestra nei funambolici scat per poi modulare con maestria il suo canto nei pezzi di impronta melodica, come nel raffinato “Moon Of Burbon street” di Sting. Grande emozione per “Quiet room” brano dalla scrittura rarefatta e struggente costruito su: silenzi, suoni e parole che raggiungono le insenature nascoste dell’anima.

Applausi scroscianti e un bis finale, che è un dono di energia, per una prima esecuzione che ha regalato all’Isola un grande concerto che può ambire a pieno titolo ai palchi internazionali. (r.c.)

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