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Alla ricerca dell’orizzonte degli eventi per capire la gravità

Alla ricerca dell’orizzonte degli eventi per capire la gravità

La rete di osservazione sarà in grado di “vedere” le regioni più esterne dei buchi neri dove tutto viene inghiottito

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SASSARI. Le precedenti osservazioni di Sagittarius A, realizzate con un network di radiotelescopi hanno fornito solo immagini imprecise con una risoluzione troppo bassa. A differenza di quelle fornite dall’Eht con una risoluzione angolare intorno ai 60 microsecondi d’arco – che ci permetterebbe di vedere il diametro di una mela sulla Luna –. Nonostante questa altissima risoluzione gli scienziati non sono riusciti ad ottenere un’immagine della sorgente, perché la rete di telescopi era costituita da soli 3-4 elementi. Questa volta le attese sono maggiori perché sono coinvolti altri strumenti come Alma (Cile) e il South Pole Telescope (Antartide), che rispetto alla rete di radiotelescopi situati in Hawaii, Spagna, Messico e Arizona, permetterà di migliorare le aspettative in termini di ricostruzione delle immagini. «Operando insieme, le antenne simuleranno un singolo gigantesco strumento delle dimensioni della Terra che sarà in grado di “vedere” direttamente l’orizzonte degli eventi – ha spiegato Goddi sul notiziario online dell’Istituto nazionale di Astrofisica –, quel confine che circonda i buchi neri dove tutto ciò che passa non torna mai più indietro, e rivelare la cosiddetta “ombra” di Sagittarius A. Di fatto, grazie alla tecnica dell’interferometria radio a lunghissima linea di base (Vlbi), si otterrà il livello più alto di risoluzione spaziale di ogni altro attuale strumento astronomico».

Nonostante le enormi difficoltà, gli astronomi sperano di poter vedere le regioni immediatamente più esterne del buco nero dove il gas viene trascinato nel disco di accrescimento che circonda il buco nero e come la materia viene espulsa lungo i getti. La speranza è anche quella di poter definire la dimensione e la forma dell’orizzonte degli eventi e verificare se la relatività generale sia ancora valida in condizioni estreme. Secondo il notiziario dell’Istituto nazionale di Astrofisica il vero obiettivo di questo esperimento è quello di utilizzare le abilità della tecnica di imaging per verificare se ci sono delle deviazioni dalle idee di Einstein, così come sospettano alcuni scienziati che ipotizzano delle spiegazioni più complete della gravità. (red. c.)

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