La Nuova Sardegna

Quando fare il falso invalido diventa un mestiere

di Monica De Murtas
Quando fare il falso invalido diventa un mestiere

Arts Tribu: applausi a scena aperta per “Come ti frego i servizi sociali” della compagnia Paco Mustela

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SASSARI. Tutto esaurito al Ferroviario per il nuovo omaggio al teatro indipendente proposto da “Tribù Teatrali”, la rassegna di teatro organizzata da Arts Tribu che sta presentando i nomi di spicco del teatro off nazionale. Sul palco, in una frenetica commedia gremita di personaggi umoristici e intricati intrecci drammaturgici, la compagnia sassarese Paco Mustela, unica presenza sarda in rassegna alle prese con una farsa che ironizza sul sistema sanitario e di previdenza sociale.

Il titolo “Come ti frego i servizi sociali” ben sintetizza la trama: in seguito alle diverse lettere inviate dalla previdenza sociale al vecchio inquilino del suo appartamento, il protagonista Enrico Svampa (Paolo Pintore) disoccupato, ha un’idea geniale: assumere l’identità dell'ex inquilino, ormai emigrato in Canada, per incassarne le indennità. Ma il gioco gli prende un po' la mano ed Enrico comincia ad inventare decine di inquilini inesistenti, con altrettante identità fittizie e afflitti da gravi disabilità ottenendo per tutti i sussidi sino a diventare vittima dei suoi stessi imbrogli. La commedia degli equivoci si complica quando la moglie di Svampa (Monica Anelli) trova in soffitta una scatola piena di parrucche e bustini da donna, inviati dai servizi sociali alle fantomatiche co-inquiline invalide. La signora Svampa pensa siano del marito diventato transessuale ma la realtà supera sempre l'immaginazione. A far crollare il castello di carte sono le responsabili dei servizi sociali che si presentano nell'appartamento per verificare i documenti. Tra fraintendimenti colossali; bugia dopo bugia, la vita dei personaggi coinvolti diventa sempre più caotica e attraverso un escalation di esilaranti dialoghi pian piano la verità affiora. Il mondo dei finti invalidi, della meccanica ottusa della burocrazia che, nel suo mondo di regole non si confronta con la realtà premiando spesso i disonesti e ignorando i veri bisognosi, affiora nella storia. Ma oltre quest'amarezza di fondo lo spettacolo ben costruito sulla sferzante drammaturgia di Michael Cooney riadattata dal regista Pierangelo Sanna diverte per un'ora e mezzo.

La compagnia Paco Mustela riesce con l'attenta regia di Sanna a gestire le dinamiche contorte e i dialoghi serrati della storia. Esclusa qualche imprecisione e qualche ingenuità interpretativa dei personaggi minori gli attori sul palco convincono e divertono nelle loro rispettive parti. Affiatati ed efficaci nel ruolo della “strana” coppia i due amici di sempre Enrico Svampa (Paolo Pintore) e Ermanno Bassetti (Paolo Salaris) complici e solidali fra loro quanto critici e spietati. Brava e spassosissima Alessandra Sanna nel ruolo della signora Persichini un'integerrima burocrate intenta ad applicare regole e apporre firme che si trasforma, dopo diversi drink, in una figura bonaria e accomodante. Colorate e di impatto le scenografie di Monia Mancusa che si è occupata anche del trucco.

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