Domani a Macomer si parte ma senza editori
La Regione tenta di ricomporre lo strappo. L’Aes: «Troppo tardi». Il sindaco Succu: «Vi avevamo invitato a gennaio»
CAGLIARI. Guerra e pace. Pace chissà, forse domani, per la prossima edizione. Guerra oggi. Perché c’è una mostra del libro sardo. Ma non c’e l’associazione editori sardi. Si può fare? Sì, si farà. Il programma della sedicesima edizione della mostra del libro sardo di Macomer (ex caserme Mura) è stato regolarmente presentato ieri, proprio all’indomani del forfait – polemico – dell’Aes. Ferita ancora aperta: la Regione, che ha provato a mediare fino all’ultimo, prende atto dell’inevitabile.
Il Comune, attaccato dall’Aes nel comunicato di lunedì, risponde per le rime con il suo primo cittadino Antonio Onorato Succu. Una replica in piena regola. L’associazione aveva motivato l’addio accusando l’amministrazione di aver stabilito una data «in modo uniliaterale» a ridosso del Salone di Torino e di un altro appuntamento a Milano. E bocciando la rassegna: «Carattere localistico – questa la sentenza dell’Aes – e carente dal punto programmatico e organizzativo». La risposta del sindaco? «I libri sardi – ha detto – saranno presenti con o senza l’autorizzazione dell’associazione: i libri sono della gente».
Le scelte? «Abbiano i documenti – ha detto in conferenza stampa – che dimostrano il coinvolgimento dell’associazione da gennaio». L’assessore regionale Giuseppe Dessena ha provato a cercare la strada della pace. Ma non c’è stato niente da fare. «Mi spiace che si inizi con queste polemiche – ha detto– ma ci metteremo da settembre al lavoro per fare quanto possibile per coinvolgere tutti gli attori, compresi naturalmente gli editori». Polemiche che condiranno con sale – e anche pepe – una manifestazione che per quattro giorni metterà il libro sardo al centro dell’attenzione.
Parole scritte, ma anche da sentire con tanti ospiti: il filosofo Diego Fusaro, lo scrittore Stefano Bartezzaghi, l’antropologo Adriano Favole e il giornalista – minacciato dalla camorra e sotto scorta– Sandro Ruotolo. Il via domani, conclusione il 14. Si comincia con l’apertura del libro sardo antico e delle carte geografiche alle 11.30 nei locali Ex Alas. Volumi isolani in esposizione. Ma sarà anche una festa di musica, teatro, cinema e laboratori per i più piccoli. Tema della rassegna: “Diversi ma uguali”. «Siamo in un contesto epocale – ha detto il sindaco di Macomer (il Comune organizza insieme alla Regione) – la Sardegna sta giocando un ruolo importante e non abdica al suo ruolo di terra solidale».
Regione in prima fila: «Un momento molto atteso – ha spiegato l’assessore regionale della Cultura Dessena –. Questo è solo un primo momento: tra una settimana ci sarà il salone di Torino. Prima e dopo – beneficiari anche gli editori sardi – c’è il bando sui fondi europei per internazionalizzazione con 900mila euro».
Domani la conferenza di Fusaro. Con un argomento caro alla Sardegna: “Ripartire da Gramsci”. Venerdì in programma un confronto sulla tutela della privacy nell’era del web e dei social con un confronto a due tra l’assessore regionale dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda e Antonello Soro, presidente dell’autorità garante per la protezione dei dati personali. La seconda giornata si chiude alle 20 con Stefano Bartezzaghi. Il terzo giorno sarà dedicato a Identità e fenomeni migratori. Ospite l’antropologo Favole. Domenica giornata di chiusura. Nel pomeriggio spazio al cinema e incontro alle 18 con Ruotolo. Libro cartaceo, ma anche una postazione per quello digitale. Un’ indagine di Confartigianato ha evidenziato che la Sardegna è al terzo posto in Italia nel consumo di testi da scaricare.
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