Cruscotti “verdi”, trattori teleguidati e piante WiFi
L’azienda ha creato nuovi sistemi per auto ibride e macchine agricole E un vaso che può inviare informazioni sul meteo o chiedere l’acqua
di Salvatore Santoni
In un mondo che corre all’impazzata anche i trattori devono stare al passo. Ma per Abinsula più che di velocità si tratta guadagnare precisione. La startup sassarese, nata qualche anno fa nella cameretta di un neolaureato, è diventata un gigante dell’innovazione grazie ai successi raccolti nel mercato di sistemi intelligenti per automobili. Di recente ha cominciato a fare capolino nel mercato dell’agricoltura di precisione, la nuova frontiera del lavoro nelle campagne. Come? Scrivendo un software che mette l’autopilota alle macchine agricole e le rende gestibili in remoto da un capo all’altro del mondo.
Rendere intelligente un trattore significa buttare giù milioni di righe di codice e gestire decine di sensori che “parlano” tra loro mentre scrutano il terreno attorno ai macchinari. Il cervello studiato dagli ingegneri sassaresi fa fare al trattore tante cose. Tranne mandare in pensione il contadino.
Sì, perché la mission di Abinsula è quella di incrementare qualità e sicurezza degli alimenti, ma senza fare a meno delle braccia umane. In altri termini, l’obiettivo del nuovo sistema è dare una marcia in più alla nuova generazione di agricoltori hi-tech che in giro per il mondo spuntano come funghi. E grazie ai trattori intelligenti, invece che faticare nei campi potranno limitarsi a supervisionare le macchine agricole. «Questo grazie a un sistema di interscambio di dati – spiega il Ceo di Abinsula, Andrea Sanna – che mescola le informazioni del posizionamento Gps e le centinaia di sensori a bordo dei mezzi da lavoro». A questo vanno aggiunge particolari tecniche di installazione di stazioni a terra e il gioco è fatto: la precisione è nell’ordine di pochissimi centimetri. I trattori, connessi attraverso la rete internet, possono inviare e ricevere i dati in ogni angolo del pianeta. E così capita che mentre un trattore macina zolle in Sud Africa, ci sia qualcuno in Australia che lo controlla a distanza. «Utilizziamo tecnologie tali da garantire una precisione che fino a pochi anni fa potevano avere soltanto i militari», sottolinea il Ceo Sanna. Software e centraline per l’agricoltura di precisione sono arrivati sulla scia di un altro ramo dell’azienda sassarese, quello dell’automobile connessa. Un mercato dove Abinsula è da tempo un leader del settore. Infatti, l’azienda è riuscita a farsi accreditare come fornitore diretto di importanti player del mercato automotive come Magneti Marelli, Ferrari, Fca, Cnhi, e ha partecipato alla realizzazione degli ultimi sistemi di infotainment per i gruppi Bmw, Psa, Tata. Senza dimenticare il cruscotto intelligente realizzato nell’ambito del progetto di un prototipo di auto elettrica prodotta dal consorzio Torino e-district, una rete di grandi e piccole imprese che sviluppa soluzioni di mobilità elettrica. A Sassari sono stati creati l’interfaccia grafica del cruscotto e il sistema di monitora. ggio dell’energia accumulata. L’auto, ribattezzata Torino, è un’ibrida, leggera e sostenibile, elettrica e a energia fotovoltaica alimentata con pannelli solari.
C’è poi un altro segmento di mercato che in questo periodo è in crescita. Si tratta dell’Iot, l’internet delle cose: oggetti socialmente connessi tra loro che vengono umanizzati grazie a internet. Abinsula se ne occupa con il progetto Lifely.
Per ora è stato realizzato un vaso per piante, chiamato WiPot (il suo papà è Antonio Solinas), connesso a internet col WiFi e munito di un servizio social. In questo modo la pianta può relazionarsi in remoto col suo possessore o con altri amici, inviare dati sul meteo, oppure twittare per dire: «Ho sete».
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