Igort vara Oblomov, graphic novel e letteratura
A Cagliari nasce la nuova casa editrice del fumettista e si allea con la Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi
MILANO. Nasce Oblomov, una nuova casa editrice diretta da Igort con sede a Cagliari, e si allea con la La nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi. «Un progetto che sarebbe piaciuto a Umberto Eco», dichiara la Sgarbi.
Che aggiunge: «La proposta di Igort ci è parsa subito, oltre che un onore, una straordinaria occasione per un allargamento degli orizzonti. Questa alleanza non solo rappresenta un ingresso dalla porta principale in un ambito editoriale in crescita, quello della graphic novel, ma anche – aspetto per me molto importante – la possibilità di offrire agli autori qualcosa in più in direzione della creatività».
«Oblomov – spiega Igort – nasce da un esperienza precisa che ha portato, nel corso del lavoro di quasi due decenni, una scena italiana di autori a imporsi sul panorama internazionale. Il graphic novel è oggi un fenomeno editoriale importante. Il metodo che ho appreso nel corso della lunga collaborazione con la più grande casa editrice giapponese (Kodansha) poteva dare i suoi frutti in Europa. Si è creato un lavoro di cura creativa, di scambio continuo, tra editor e autori, che andava proseguito dopo l’esperienza Coconino. La casa editrice da me fondata 18 anni fa, è un’esperienza chiusa. Ora con nuovi amici geniali che sono anche miei soci in questa impresa, sento di avere la base per un lavoro in prospettiva che porterà a un’esplorazione del racconto disegnato. Dal romanzo breve, a quello a lungo respiro, alle serie, sino a rifondare le basi del fumetto con lo spirito pionieristico e popolare proprio delle sue origini».
«Oblomov – aggiunge Igort – è un opera situazionista, un organismo vivente e pulsante, fatto di idee, progetti, sfide editoriali, sogni meticci. Naturale seguito di quel metodo che ha consentito di lanciare una vera e propria scena artistica italiana, contribuendo a imporla nel panorama internazionale. Un cenacolo di autori che si frequenta (ci sarà ogni anno “il sofà di Oblomov”, una tre giorni di incontri e scambi di idee, in cui autori, scrittori, e teatranti si troveranno in pieno relax, in una villa immersa nella natura, per il gusto di progettare e stare insieme)».
«Oblomov – conclude il fumettista sardo – è un metodo di lavoro. Una visione libera del racconto, slegata da ricette. Il linguaggio del fumetto è ancora tutto da esplorare. Partiamo da questo assioma per cominciare una lunga e speriamo felice navigazione».
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