La Nuova Sardegna

“Loveless”, i divorzi spietati nella Russia di Putin

di Francesco Gallo

A Cannes applausi per il film di Andrey Zvyagintsev, prima pellicola in concorso al festival del cinema

2 MINUTI DI LETTURA





CANNES. La Russia di oggi, cattiva, come può esserla una nazione che si è aperta tardi al capitalismo, e una giovane coppia in rotta, cinica, spietata, senza sensi di colpa anche di fronte alla scomparsa del loro figlio dodicenne fuggito dopo una loro ennesima lite. È quello che propone con “Loveless” Andrey Zvyagintsev, che torna a Cannes dopo “Leviathan”, con cui aveva vinto il Premio per la sceneggiatura. Primo film in concorso in questa edizione 2017 del festival, raggiunge punti alti di grande cinema per poi calare e, dopo un po’, tornare a volare alto. Una sorta di “Scene da un matrimonio”, ma più cinico, duro come lo sono i due protagonisti. Ma sostiene il regista che il film «non è affatto politico, né di propaganda, ma solo la descrizione della realtà di questa coppia, di quello che vedono in tv, anche se sono le immagini del conflitto in Ucraina».

Questa la storia. Zhenya (Maryana Spivak) e Boris (Alexei Rozin) sono divorziati ed entrambi hanno già nuovi fidanzati. Hanno voglia di lasciare il passato alle spalle, di vivere meglio anche economicamente, sono i figli della nuova Russia borghese-benestante. Ma la loro scelta non è facile, perché di mezzo c’è il figlio dodicenne Aloysa (Matvey Novikov) che, dopo averli visti litigare per l’ennesima volta, scompare nel nulla.

La ricerca, puntuale e precisa, avviene grazie a un corpo di volontari che setacciano anche il bosco vicino alla loro città, nel frattempo il veleno corre tra Boris e Zhenia. Insulti, minacce, disamore dichiarato verso il figlio da parte della madre e anche un incontro con la suocera di Boris, anziana signora ancora ammantata da valori staliniani.

Secondo film passato in concorso è “La ragazza delle meraviglie”, di Todd Haynes: un lungo viaggio nella meraviglia del cinema, in bianco e nero e a colori, muto e parlato. «Un vero omaggio al cinema di sempre», dice il regista. Il film mette in scena due storie distinte: quella ambientata nel 1997 di un ragazzo, Ben, alla ricerca del padre che non ha mai conosciuto, e l’altra, che si svolge cinquant'anni prima, di una ragazzina, Rose, alla ricerca di una misteriosa attrice.

Collante di tutta questa favola commovente e forte, applaudita ieri mattina alla prima stampa, è Julianne Moore, che interpreta ben due ruoli: l’attrice inseguita da Rose e una donna ultra-sessantenne che incontrerà, solo nel finale, Ben.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative