il festival di cannes
Donne e uomini, guerra senza tempo
di Alessandra Magliaro
In concorso Il film di Sofia Coppola “L’inganno”, con Nicole Kidman
3 MINUTI DI LETTURA
CANNES. Metti un uomo in un gruppo di donne e guarda cosa può accadere: con lo sguardo di un entomologo Sofia Coppola rappresenta un universo femminile chiuso, all’apparenza perfetto, prima disgregato e poi ricomposto, quando un elemento estraneo ci capita dentro, azione e reazione come fosse biologia molecolare. È «L’inganno», l’atteso film della regista di «Lost in translation» che è tornata in concorso al festival di Cannes per la seconda volta nella sua carriera dopo «Marie Antoinette», 11 anni fa. E con un cast di all star con Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, per questo film adattamento del romanzo The Beguiled di Thomas Cullinan.
Un thriller con una grande messa in scena e una perfetta direzione degli attori, salutato positivamente dai primi commenti a caldo. «Sono sempre stata interessata alle relazioni tra donne – dice la regista – e in questo caso provo a vedere come possono cambiare se si intromette un uomo». Siamo nel Sud americano durante la guerra di secessione. Un collegio femminile, nello stato secessionista della Virginia, resiste alla battaglia circostante di cui si sentono i fragori, tenuta da madamoiselle Martha (Nicole Kidman) religiosa, materna e al tempo stesso rigorosa che continua, con l’aiuto di madame Edwina (Kirsten Dunst) a impartire lezioni scolastiche, di musica e di vita a tre giovani fanciulle. Quando la più piccola di loro cercando nei boschi dei funghi trova ferito un soldato nemico dell’Unione, il caporale John McBurney (Colin Farrell) non esita a trascinarlo nella villa. Con spirito caritatevole e grande coraggio madamoiselle lo cura, togliendo le pallottole che ha su una gamba come fosse un chirurgo e lo nasconde quanto i sudisti la mettono in guardia sul pericolo di unionisti in fuga solitaria.
In un crescendo drammatico esplodono a poco a poco gli equilibri tra queste donne, ciascuna delle quali e in modo diverso è attratta e allo stesso tempo sedotta dal soldato, in un gioco di rivalità e pericolose vendette. Sofia Coppola la definisce una storia sui «rapporti di forza tra i sessi, sulla tensione sotterranea tra uomini e donne, raccontati però da punti di vista femminili . Senza dimenticare il contesto storico, la guerra, che mette le donne alla prova dell’autosufficienza».
L’elemento femminile al centro della storia è anche il motivo per cui Nicole Kidman ha accettato con slancio il film: «Sapevo che con Sofia sarebbe stato un viaggio, un’esplorazione diversa dalle altre. Lavorare con le donne significa proprio questo, punti di vista diversi. E sono davvero troppo poche, voglio sostenerle – spiega la Kidman –. Da qualche tempo si dice le cose stanno cambiando ma non è ancora così. Sono a Cannes anche per dare il mio sostegno, che sia al cinema come con “L’inganno” o in tv come con la serie di Jane Campion “Top of the lake: China Girl”».
Un thriller con una grande messa in scena e una perfetta direzione degli attori, salutato positivamente dai primi commenti a caldo. «Sono sempre stata interessata alle relazioni tra donne – dice la regista – e in questo caso provo a vedere come possono cambiare se si intromette un uomo». Siamo nel Sud americano durante la guerra di secessione. Un collegio femminile, nello stato secessionista della Virginia, resiste alla battaglia circostante di cui si sentono i fragori, tenuta da madamoiselle Martha (Nicole Kidman) religiosa, materna e al tempo stesso rigorosa che continua, con l’aiuto di madame Edwina (Kirsten Dunst) a impartire lezioni scolastiche, di musica e di vita a tre giovani fanciulle. Quando la più piccola di loro cercando nei boschi dei funghi trova ferito un soldato nemico dell’Unione, il caporale John McBurney (Colin Farrell) non esita a trascinarlo nella villa. Con spirito caritatevole e grande coraggio madamoiselle lo cura, togliendo le pallottole che ha su una gamba come fosse un chirurgo e lo nasconde quanto i sudisti la mettono in guardia sul pericolo di unionisti in fuga solitaria.
In un crescendo drammatico esplodono a poco a poco gli equilibri tra queste donne, ciascuna delle quali e in modo diverso è attratta e allo stesso tempo sedotta dal soldato, in un gioco di rivalità e pericolose vendette. Sofia Coppola la definisce una storia sui «rapporti di forza tra i sessi, sulla tensione sotterranea tra uomini e donne, raccontati però da punti di vista femminili . Senza dimenticare il contesto storico, la guerra, che mette le donne alla prova dell’autosufficienza».
L’elemento femminile al centro della storia è anche il motivo per cui Nicole Kidman ha accettato con slancio il film: «Sapevo che con Sofia sarebbe stato un viaggio, un’esplorazione diversa dalle altre. Lavorare con le donne significa proprio questo, punti di vista diversi. E sono davvero troppo poche, voglio sostenerle – spiega la Kidman –. Da qualche tempo si dice le cose stanno cambiando ma non è ancora così. Sono a Cannes anche per dare il mio sostegno, che sia al cinema come con “L’inganno” o in tv come con la serie di Jane Campion “Top of the lake: China Girl”».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
