La Nuova Sardegna

Ecco “Bein’ Green”, l’esordio da solista di Roberto Tola

di Gian Mario Sias
Ecco “Bein’ Green”, l’esordio da solista di Roberto Tola

Lunedì esce l’album del musicista tra i fondatori dell’Ojs Progetto internazionale insieme con Jill Saward e Najee

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SASSARI. Jill Saward, cantante, musicista e compositrice britannica, conosciuta soprattutto per essere la cantante leader del gruppo jazz-funk inglese Shakatak, l’ha definito il «Sardinian George Benson» e gli ha detto immediatamente di sì. Najee, musicista newyorkese, uno da Grammy Awards e collaborazioni “pesanti”, da Prince a Madonna, ha risposto alla sua proposta di collaborazione via mail con una telefonata dai toni informali ed entusiasti. Così il piccolo sogno di Roberto Tola, musicista e compositore sassarese, dopo tanti anni si è trasformato in un grande progetto internazionale. Prodotto insieme alla moglie Natalia Vlaskina, che ne ha curato la grafica e la fotografia, lunedì prossimo sarà finalmente pubblicato “Bein’ Green”.
Per Roberto Tola, studi giovanili al Conservatorio musicale di Sassari, tra i fondatori dell’Orchestra Jazz della Sardegna, alla quale ha dedicato il proprio destino artistico per vent’anni, è arrivato il momento dell’esordio discografico da solista. Per un passo così importante, che celebra una vita dedicata alla musica ma anche alla cultura sarda, il chitarrista ha deciso di fare le cose in grande, chiamando a raccolta un cast di musicisti semplicemente straordinario. Oltre ai già citati Jill Saward e Najee, per Roberto Tola hanno suonato Bob Mintzer, Bill McGee, Bill Sharpe e Tim Collins. Preziosa anche la collaborazione di Ars Musicandi, ensemble di archi composto da Marco Ligas, Donatella Parodi, Vittorio Vargiu, Giuseppe Fadda, Sergio Fois, Francesca Fadda e Alessio Manca. Registrato tra la Sardegna e gli Stati Uniti, mixato nei “Rockhouse Studio” di Alberto Erre, a Sassari, l’album è stato masterizzato da Tommy Bianchi nei “Whitesound Mastering Studio” di Firenze.
A presentare Roberto Tola e il suo lavoro alla stampa, in vista del debutto discografico di lunedì prossimo, è stato il giornalista Pasquale Porcu. «Siamo davanti a una singolare figura di musicista – ha detto Porcu –. Roberto torna alla musica con un progetto che ha una cura dei dettagli, dal suono alla grafica, dalla fotografia alla qualità di registrazione davvero fuori dal comune».
Prima di andare in studio e prima di scomodare le star coinvolte nel progetto, Roberto Tola ha ripreso in mano gli spartiti giovanili. «Per oltre vent’anni mi sono dedicato all’attività dell’Orchestra Jazz della Sardegna, che ho contribuito a fondare con alcuni amici – dice il chitarrista – ma la composizione e l’idea di suonare in ensemble più ridotti mi hanno sempre appassionato e ho sempre continuato a scrivere». E dopo decenni «ho tirato fuori quei vecchi spartiti dai cassetti e li ho riarrangiati sull’onda emotiva di quel che sono diventato nel frattempo», racconta Roberto Tola.
In attesa di conoscere i dettagli del tour che da settembre dovrebbe portarlo anche negli Stati Uniti, si gode il momento. «Non è mai troppo tardi – dice – per realizzare un sogno».

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